Crans Montana, stop alle fatture mediche alle famiglie italiane dopo l'incontro tra Mattarella e Parmelin
Sergio Mattarella incontra Guy Parmelin e ottiene lo stop alle fatture mediche dopo le proteste per i costi chiesti alle famiglie dei ragazzi feriti nell’incendio di Crans Montana, con importi fino a 66mila euro per le cure.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale il presidente della Confederazione Svizzera Guy Parmelin per un incontro ufficiale culminato in una colazione di lavoro. Durante il colloquio, il leader svizzero ha assicurato che non verranno più inviate richieste di pagamento per le cure mediche ai familiari delle vittime e dei feriti della tragedia di Crans Montana.
La decisione arriva dopo giorni di polemiche nate dalle richieste economiche recapitate ad alcune famiglie italiane. Parmelin ha confermato a Mattarella quanto già anticipato alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel precedente incontro a margine del vertice della Comunità politica europea a Yerevan, ribadendo la volontà di fermare l’invio delle fatture.
Il caso era esploso ad aprile, quando parenti dei giovani coinvolti nell’incendio avevano ricevuto via email i conti per le cure ricevute negli ospedali svizzeri. Le cifre richieste variavano da 17mila a 66mila euro, con importi elevati anche per ricoveri di poche ore prima del trasferimento urgente in elicottero verso strutture sanitarie italiane.
L’incendio, avvenuto nella notte di Capodanno nel bar “Le Constellation” a Crans Montana, ha provocato la morte di 41 persone e il ferimento di altre 115. Molti dei ragazzi coinvolti erano italiani e stanno ancora affrontando un lungo percorso di recupero dopo le gravi conseguenze riportate.
Le richieste di pagamento avevano generato forte indignazione tra le famiglie, già impegnate nella gestione delle conseguenze sanitarie e psicologiche della tragedia. La reazione del governo italiano era stata immediata, con Palazzo Chigi che aveva respinto con fermezza l’ipotesi di far gravare tali costi sui parenti delle vittime.
Nel corso dei contatti tra i due Paesi, la Svizzera ha chiarito che la questione verrà affrontata anche sul piano dei rapporti bilaterali, valutando le modalità di gestione delle spese sanitarie tra Stati sulla base delle norme vigenti. Intanto, la sospensione delle fatture rappresenta il primo passo concreto dopo le proteste e le interlocuzioni diplomatiche.
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