Trump avverte l'Iran, nuovi attacchi possibili e dubbi sulla proposta di pace in 14 punti
Donald Trump avverte nuovi attacchi contro l’Iran se Teheran agirà contro gli Stati Uniti. Il presidente esamina una proposta iraniana in 14 punti ma esprime dubbi sulla sua accettazione.
Donald Trump non esclude una nuova escalation militare contro l’Iran. Parlando ai giornalisti prima di salire sull’Air Force One in Florida, il presidente americano ha spiegato che eventuali azioni ostili da parte di Teheran potrebbero provocare una risposta diretta. “È una possibilità concreta”, ha detto, riferendosi a nuovi attacchi.
Nelle stesse ore, Trump ha affrontato anche il tema della proposta avanzata dall’Iran per porre fine al conflitto. Il piano, composto da 14 punti, è stato inviato a Washington come risposta a una precedente iniziativa americana. Il presidente ha chiarito di non aver ancora letto il documento completo, ma di aver ricevuto un’anticipazione generale. “Mi forniranno il testo preciso e poi dirò cosa ne penso”, ha spiegato.
Nonostante ciò, il giudizio appare già orientato. In un messaggio pubblicato su Truth, Trump ha espresso scetticismo sull’ipotesi di accettare l’offerta iraniana, sostenendo che Teheran non avrebbe ancora affrontato conseguenze adeguate per le sue azioni negli ultimi decenni. Il riferimento è a un periodo di oltre 40 anni di tensioni tra i due Paesi.
Il piano iraniano punta a una soluzione complessiva del conflitto, includendo anche scenari regionali come il Libano. Tra le richieste principali figurano garanzie di sicurezza contro future operazioni militari e il ritiro delle forze statunitensi dalle aree circostanti. Teheran chiede inoltre la fine delle restrizioni navali e lo sblocco dei beni congelati all’estero.
Sul fronte economico, la proposta prevede la rimozione totale delle sanzioni, sia americane che internazionali, e un risarcimento per i danni subiti. Viene anche suggerita la creazione di un nuovo sistema di gestione dello Stretto di Hormuz, punto strategico per il commercio globale di petrolio, con l’obiettivo di garantire stabilità e sicurezza nel traffico marittimo.
A differenza della proposta statunitense, che prevedeva una tregua con scadenza, l’Iran chiede un accordo definitivo entro 30 giorni, rifiutando soluzioni temporanee. L’obiettivo dichiarato è la fine stabile delle ostilità, senza fasi intermedie.
Trump ha infine chiarito la propria posizione su un eventuale disimpegno degli Stati Uniti, smentendo di aver ipotizzato un ritiro. Ha spiegato che lasciare ora il campo richiederebbe anni per ristabilire l’equilibrio e ha ribadito l’intenzione di evitare nuovi interventi militari nel breve periodo.
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