Monte Faeta in fiamme, evacuate 3500 persone tra Asciano e San Giuliano Terme

Le fiamme sul Monte Faeta hanno costretto oltre 3500 residenti a lasciare le case a causa del vento che ha spinto il rogo verso Asciano. Nella notte l’emergenza si è aggravata, con nuovi ordini di evacuazione e squadre al lavoro senza sosta.

Monte Faeta
Monte Faeta in fiamme, evacuate 3500 persone tra Asciano e San Giuliano Terme

L’incendio che da giorni devasta il Monte Faeta, tra la Lucchesia e il territorio pisano, continua a espandersi senza tregua. Nel pomeriggio di ieri il fronte del fuoco ha superato il crinale, raggiungendo il versante di Pisa e mettendo a rischio la zona di Asciano, nel comune di San Giuliano Terme.

Durante la notte, il vento ha intensificato la propagazione delle fiamme, rendendo necessario un nuovo ordine di evacuazione. Il provvedimento ha interessato tutti i residenti fino alla strada provinciale 30, conosciuta come Lungomonte, coinvolgendo circa 3500 persone costrette a lasciare le proprie abitazioni.

I vigili del fuoco, affiancati dai volontari della protezione civile, hanno operato senza interruzioni per contenere il rogo e proteggere le aree abitate. Il centro operativo comunale resta attivo per coordinare gli interventi e fornire supporto alla popolazione sfollata.

Per accogliere gli evacuati, il Comune ha messo a disposizione una palestra nella parte alta della vallata, già utilizzata per ospitare i primi residenti allontanati nei giorni scorsi. Chi necessita di sistemazione può contattare gli uffici comunali per essere indirizzato verso le strutture predisposte.

Sul campo sono impegnati 48 vigili del fuoco con 19 mezzi tra autobotti, fuoristrada e veicoli di supporto. Alle operazioni partecipano anche esercito, carabinieri, guardia di finanza e polizia, impegnati soprattutto nelle fasi di evacuazione e controllo del territorio.

Con le prime luci del giorno sono ripresi anche gli interventi aerei. Un elicottero arrivato da Firenze e tre Canadair decollati da Roma e Genova stanno operando per contenere l’avanzata del fuoco e raffreddare le zone più critiche.

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