Omicidio Chiara Poggi, Bruzzone contesta l'accusa contro Andrea Sempio e dubita del movente sessuale

Andrea Sempio è tornato al centro del caso Chiara Poggi dopo l’ipotesi accusatoria legata a un presunto movente sessuale, ma la criminologa Roberta Bruzzone contesta la ricostruzione e ne evidenzia punti deboli e incongruenze.

Garlasco
Omicidio Chiara Poggi, Bruzzone contesta l'accusa contro Andrea Sempio e dubita del movente sessuale

L’ipotesi che collega Andrea Sempio all’omicidio di Chiara Poggi viene messa in discussione da Roberta Bruzzone, che analizza criticamente la ricostruzione proposta dagli inquirenti. Secondo la criminologa, il quadro delineato appare fragile e più vicino a una narrazione che a una dimostrazione fondata su prove solide.

Nel suo intervento, Bruzzone prende di mira soprattutto il presunto movente sessuale. L’idea che Chiara Poggi avrebbe respinto un approccio e che da quel rifiuto sarebbe scaturita l’aggressione viene definita priva di basi concrete. Per la criminologa, mancano elementi oggettivi in grado di sostenere una simile ricostruzione.

Dubbi emergono anche sulla dinamica del delitto. L’ipotesi di un’aggressione avvenuta sulle scale, senza tracce evidenti di sangue compatibili con una violenza di quel tipo, viene ritenuta poco credibile. Questo dettaglio, secondo Bruzzone, rappresenta una delle incongruenze più evidenti rispetto a ciò che ci si aspetterebbe da una scena del crimine.

Un altro punto critico riguarda la cosiddetta impronta 33, spesso indicata come elemento centrale dell’accusa. La criminologa sostiene che si tratti di un indizio incerto, difficilmente attribuibile con precisione e utilizzato per sostenere un impianto che, nel complesso, appare debole.

Anche le tracce delle scarpe sollevano perplessità. Bruzzone sottolinea come queste evidenze risultino poco affidabili, arrivando persino a variare nelle dimensioni, elemento che ne comprometterebbe la validità scientifica e la possibilità di utilizzarle come prova determinante.

Nel complesso, la valutazione proposta evidenzia un insieme di elementi che non sembrano combaciare in modo coerente. Secondo la criminologa, il materiale disponibile non offrirebbe basi sufficienti per rimettere in discussione la condanna definitiva di Alberto Stasi, lasciando aperti interrogativi sulla tenuta dell’intera ipotesi accusatoria.

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