Ricina nel sangue di madre e figlia, indagini su tensioni familiari e nuovi accertamenti medici

Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita sono morte per un’avvelenamento da ricina, sostanza individuata dopo analisi approfondite su sangue e organi. Le indagini si concentrano ora sui rapporti familiari e su possibili contrasti recenti.

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Ricina nel sangue di madre e figlia, indagini su tensioni familiari e nuovi accertamenti medici

A Pietracatella, in Molise, il caso della morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita continua a prendere forma con nuovi elementi. A un mese dall’apertura dell’inchiesta per duplice omicidio volontario, le analisi effettuate da laboratori specializzati hanno confermato la presenza di ricina nell’organismo delle due vittime.

Gli ultimi riscontri arrivano anche dagli esami istologici svolti a Bari sui campioni prelevati durante le autopsie. Le verifiche hanno evidenziato alterazioni a carico di fegato e pancreas compatibili con un’intossicazione acuta, anche se non esistono segni univoci riconducibili a una singola sostanza. I consulenti sottolineano che solo l’insieme dei dati tossicologici, autoptici e istologici potrà chiarire con precisione la causa del decesso.

L’attività investigativa prosegue senza sosta. Gli agenti hanno già ascoltato quasi cento persone tra familiari e conoscenti, cercando di ricostruire relazioni personali e possibili conflitti. Tra le piste seguite c’è anche quella di tensioni con una parente, elemento che potrebbe avere un peso nell’inchiesta.

Sotto esame anche la posizione dei familiari più stretti. Lo smartphone di Alice, la figlia maggiore sopravvissuta, è stato sequestrato per analisi tecniche, mentre lei e il padre Gianni potrebbero essere nuovamente convocati per ulteriori chiarimenti. Intanto gli investigatori preparano un nuovo sopralluogo nell’abitazione posta sotto sequestro, con l’obiettivo di individuare eventuali tracce del veleno.

Le prime risultanze stanno ridimensionando il coinvolgimento dei medici inizialmente indagati per omicidio colposo in relazione ai primi accessi al pronto soccorso. Alla luce della conferma della ricina, le difese si preparano a chiedere l’archiviazione delle loro posizioni.

Restano aperti diversi fronti. La relazione definitiva sulle autopsie, attesa entro fine maggio, sarà determinante per chiarire se tutti gli elementi raccolti convergano sulla stessa causa. Nel frattempo, un viaggio della procuratrice di Larino Elvira Antonelli insieme agli investigatori a Pavia ha attirato l’attenzione, anche se dal Centro antiveleni non risultano nuovi incarichi affidati agli esperti.

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