Ricina a Pietracatella, indagini su 4 o 5 sospettati per la morte di madre e figlia

Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita sono morte per avvelenamento da ricina dopo Natale a Pietracatella e le indagini puntano ora su pochi sospetti. Gli inquirenti hanno ristretto il campo e intensificato gli interrogatori.

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Ricina a Pietracatella, indagini su 4 o 5 sospettati per la morte di madre e figlia

Il caso della morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvenuta a Pietracatella, in provincia di Campobasso, si avvia verso una fase decisiva. Le due sono decedute pochi giorni dopo le festività natalizie a causa di un avvelenamento da ricina, una sostanza altamente tossica. Gli investigatori hanno ora concentrato l’attenzione su un gruppo ristretto di persone.

Secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, i sospettati sarebbero “non più di quattro o cinque”. Un numero limitato che indica un cambio di passo nelle indagini, portate avanti dalla Squadra Mobile sotto il coordinamento del dirigente Marco Graziano.

Nella giornata di martedì 6 maggio sono state ascoltate diverse persone informate sui fatti, tra cui anche alcuni familiari delle vittime. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione i rapporti personali, gli spostamenti e i contatti avvenuti nelle ore precedenti al decesso.

Intanto, dopo il sopralluogo effettuato il giorno precedente nell’abitazione di Pietracatella, non sono previsti nuovi interventi immediati della polizia scientifica. Il materiale raccolto durante i rilievi è ritenuto sufficiente per proseguire con gli approfondimenti e indirizzare le prossime mosse investigative.

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