Craig Venter morto a 79 anni, lo scienziato che accelerò la mappa del genoma umano

Craig Venter è morto a 79 anni per un tumore a San Diego dopo aver rivoluzionato la genetica con il sequenziamento del genoma umano. Lo scienziato americano accelerò la ricerca sfidando i programmi pubblici con metodi innovativi.

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Craig Venter morto a 79 anni, lo scienziato che accelerò la mappa del genoma umano

John Craig Venter è scomparso a San Diego, in California, all’età di 79 anni dopo una malattia tumorale. Biologo e imprenditore statunitense, è stato uno dei protagonisti della corsa alla decodifica del genoma umano, contribuendo in modo decisivo a una delle più grandi conquiste della scienza moderna.

Alla fine degli anni Novanta, Venter entrò in aperta competizione con lo Human Genome Project, il grande programma pubblico finanziato dal governo americano con un investimento di circa 3 miliardi di dollari. Convinto che i tempi fossero troppo lunghi, scelse una strada alternativa fondando la società Celera Genomics e puntando su tecniche più rapide, anche se meno precise.

Nel 2000 annunciò di aver completato la sequenza del Dna umano utilizzando questo metodo innovativo. In realtà, parte del lavoro era già stata portata avanti da altri gruppi di ricerca, ma la sfida tra pubblico e privato portò a una svolta decisiva. I dati vennero poi condivisi e permisero di ottenere la prima mappa complessiva del patrimonio genetico umano.

La sua figura rimase legata a un approccio diretto e competitivo, capace di cambiare il ritmo della ricerca scientifica. Venter dimostrò che era possibile accelerare processi ritenuti lunghi e complessi, aprendo nuove prospettive nello studio del Dna e nelle applicazioni mediche.

Nel 2010 tornò al centro dell’attenzione annunciando di aver creato in laboratorio una forma di vita controllata da un genoma sintetico. Il suo team riuscì a costruire artificialmente una sequenza genetica e a inserirla in un batterio, che iniziò a funzionare e replicarsi seguendo le istruzioni del Dna artificiale.

Quel risultato sollevò interrogativi sul piano etico e scientifico, dando impulso al dibattito nella bioetica. In quegli anni, Venter venne spesso descritto come “l’uomo che sfidò Dio”, definizione che accompagnò la sua carriera segnata da scelte radicali e risultati destinati a lasciare un segno duraturo.

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