Meme e video brevi conquistano gli italiani, sette su dieci li usano per informarsi

Gli italiani scelgono meme e video brevi per informarsi a causa della sfiducia nei media tradizionali. Secondo il Censis, sette su dieci li considerano fonti utili, grazie a contenuti rapidi e diretti che attirano soprattutto i più giovani.

meme
Meme e video brevi conquistano gli italiani, sette su dieci li usano per informarsi

Le notizie scorrono sempre più spesso tra meme e video verticali di pochi secondi. Un gesto rapido sullo smartphone basta per passare da contenuti leggeri a temi di attualità, con una modalità che sta cambiando profondamente il modo di informarsi, soprattutto tra i più giovani.

Alla base di questo cambiamento c’è un calo evidente della fiducia nei mezzi tradizionali. I quotidiani cartacei toccano il 21%, mentre i telegiornali scendono al 43,9%. In parallelo, cresce il peso dei contenuti brevi, anche se le principali piattaforme social registrano leggere flessioni: Facebook si ferma al 33,1%, Instagram al 15,5% e TikTok al 12,5%.

Nonostante questo rallentamento, il 70% degli utenti considera i video brevi una fonte di notizie. La loro forza sta nella rapidità: sono percepiti come immediati e capaci di arrivare al punto senza passaggi complessi. Per una parte consistente dei giovani, rappresentano anche un primo contatto con temi di politica, cronaca e cultura.

Secondo i dati del Censis, un under 30 su tre ha scoperto eventi rilevanti proprio attraverso un meme. A incidere su questa tendenza contribuisce anche la percezione di una narrazione tradizionale giudicata troppo schierata o influenzata da interessi.

Quasi il 60% degli italiani evita volontariamente i media ritenuti poco affidabili, mentre oltre la metà cerca sui social interpretazioni considerate più indipendenti. Questo spostamento segnala un cambiamento profondo nelle abitudini di consumo delle notizie.

Il segretario generale del Censis, Giorgio De Rita, richiama l’attenzione sui costi dell’informazione. Produrre contenuti di qualità richiede investimenti, mentre la diffusione di strumenti come l’intelligenza artificiale e contratti meno tutelanti rischia di abbassare il livello generale.

Nonostante il successo dei contenuti brevi, resta forte il bisogno di verificare le informazioni. Il 66,4% degli italiani controlla le notizie prima di ritenerle attendibili, segno che la velocità non ha cancellato la richiesta di affidabilità.

Parallelamente cresce anche il fenomeno del social detox. Quattro persone su dieci hanno ridotto il tempo online, disattivato account o eliminato app. Una scelta legata alla necessità di limitare l’eccesso di stimoli e ritrovare maggiore chiarezza nell’uso quotidiano dei media.

Notizie correlate

Elon Musk cambia nome su X e adotta il meme Pepe the Frog come immagine profilo

Gli sport su cui scommettere preferiti dagli italiani