Carburante alle stelle per la crisi in Iran, le low cost riducono i voli e aumentano i prezzi

Iran spinge in alto il prezzo del carburante aereo dopo la crisi nello Stretto di Hormuz e le compagnie low cost iniziano a ridurre voli e aumentare tariffe, temendo carenze e margini sempre più ridotti durante la stagione estiva.

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Carburante alle stelle per la crisi in Iran, le low cost riducono i voli e aumentano i prezzi

L’aumento del costo del carburante per aerei, legato alla guerra in Iran e alle tensioni in Medio Oriente, sta mettendo sotto pressione il trasporto aereo. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha ridotto l’offerta globale di petrolio, facendo salire rapidamente i prezzi e alimentando il timore di possibili difficoltà nei rifornimenti.

Le prime a risentirne sono le compagnie aeree low cost come Ryanair, Transavia e Volotea, che operano con margini più ridotti. Per contenere le perdite stanno già intervenendo sui programmi di volo, con cancellazioni e tagli alle rotte meno redditizie. Il loro modello, basato su biglietti economici, lascia poco spazio per assorbire rincari così elevati.

Secondo alcuni operatori del settore, le modifiche agli orari non sono insolite in questo periodo dell’anno, ma la situazione attuale potrebbe spingere a interventi più pesanti. Se il prezzo del carburante resterà su questi livelli, le compagnie dovranno ridurre ulteriormente la capacità, soprattutto nei mesi di alta stagione.

Il rischio riguarda direttamente i passeggeri. Tra voli cancellati e tariffe in aumento, organizzare una vacanza potrebbe diventare più complicato e costoso. Anche a livello europeo cresce la preoccupazione per le conseguenze sul turismo e sulla mobilità.

Le decisioni variano da compagnia a compagnia, anche in base ai contratti di acquisto del carburante stipulati in anticipo. Alcuni vettori hanno già ridotto sensibilmente l’operatività: Air Transat ha tagliato circa il 6% dei voli tra maggio e ottobre, mentre AirAsia X ha annunciato riduzioni e rincari fino al 40% delle tariffe.

In Europa, Lufthansa ha avviato una delle riduzioni più ampie, con 20.000 voli cancellati entro l’autunno. Air France-KLM ha operato tagli più contenuti, limitando le riduzioni a una piccola percentuale dei voli. Anche Transavia ha rivisto il proprio programma.

Altre compagnie stanno intervenendo per motivi diversi ma con effetti simili. Ryanair ha annunciato meno collegamenti da Berlino e una riduzione del 10% dei voli da Dublino, citando costi e limiti infrastrutturali. Volotea ha invece tagliato una piccola quota del programma estivo.

Non tutte però seguono la stessa strategia. Wizz Air, ad esempio, ha scelto di mantenere invariata la capacità, puntando a guadagnare spazio mentre i concorrenti riducono l’offerta. Una scelta che riflette la competizione sempre più serrata in un mercato reso instabile dal costo del carburante.

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