Marcello Dell'Utri a processo a Milano per 42 milioni ricevuti da Berlusconi, coinvolta anche la moglie Miranda Ratti
Marcello Dell’Utri finisce a processo a Milano per 42 milioni ricevuti da Berlusconi senza comunicazione obbligatoria, insieme alla moglie Miranda Ratti accusata di intestazione fittizia di beni
Marcello Dell’Utri e la moglie Miranda Ratti dovranno comparire davanti ai giudici del Tribunale di Milano per rispondere delle accuse legate a una serie di bonifici ricevuti dall’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La decisione è stata presa dal giudice dell’udienza preliminare Giulia Marozzi, che ha disposto il rinvio a giudizio per entrambi.
Il procedimento entrerà nel vivo il prossimo 9 luglio, quando si terrà la prima udienza davanti alla seconda sezione penale. Parte delle somme oggetto dell’indagine risulta ormai coperta da prescrizione, ma resta aperto il nodo principale relativo alla gestione dei fondi ricevuti nell’arco di dieci anni.
Secondo l’accusa, Dell’Utri non avrebbe rispettato gli obblighi previsti dalla normativa sulle misure di prevenzione, omettendo di dichiarare variazioni patrimoniali per oltre 42 milioni di euro tra il 2014 e il 2024. Tali obblighi derivano dalla sua precedente condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, già scontata.
Per Miranda Ratti, invece, i magistrati ipotizzano il reato di intestazione fittizia di beni. L’inchiesta era partita a Firenze, ma nel marzo 2025 è stata trasferita a Milano per competenza territoriale, accogliendo una richiesta avanzata dalla difesa.
Nella fase iniziale, i pubblici ministeri avevano collegato i versamenti anche a presunti tentativi di ottenere protezione giudiziaria rispetto a indagini sulle stragi del 1993. Tuttavia, con l’esclusione dell’aggravante mafiosa già decisa dal giudice fiorentino, questa ricostruzione è stata ridimensionata, modificando l’impianto accusatorio.
Nel corso delle indagini, coordinate dal procuratore Marcello Viola e dal pm della Direzione distrettuale antimafia Pasquale Addesso, è stato disposto e confermato anche il sequestro di oltre 10 milioni e 800 mila euro, eseguito inizialmente nel marzo 2024.
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