Carburanti dal 1° maggio senza sconto accise, prezzi benzina e diesel in aumento fino a 2,30 euro al litro

Dal 1° maggio termina lo sconto sulle accise e i prezzi dei carburanti salgono per effetto del ritorno delle aliquote piene. Il diesel rischia di superare i 2,30 euro al litro, spinto anche dal caro petrolio sopra i 105 dollari.

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Carburanti dal 1° maggio senza sconto accise, prezzi benzina e diesel in aumento fino a 2,30 euro al litro

Il 1° maggio segna la fine del taglio delle accise su benzina e gasolio pari a 24,4 centesimi al litro. In assenza di una proroga, il ritorno alla tassazione piena si riflette subito sui distributori, con rincari immediati per automobilisti e imprese.

Le stime più recenti indicano un aumento significativo soprattutto per il diesel, che potrebbe raggiungere quota 2,307 euro al litro, superando i livelli registrati in Paesi come Paesi Bassi e Finlandia. La benzina, invece, si attesterebbe intorno a 1,981 euro al litro, mantenendosi comunque sopra la media europea.

A incidere sull’aumento non è solo la fine dello sconto fiscale, ma anche il prezzo del petrolio, con il Brent stabilmente oltre i 105 dollari al barile. Il meccanismo delle accise fa sì che il rincaro venga applicato immediatamente, senza tempi di transizione, con effetti diretti sui costi di trasporto e distribuzione.

Il Governo si trova davanti a margini ridotti per confermare la misura. Il periodo di riduzione delle accise, attivo dal 19 marzo al 1° maggio, è costato circa un miliardo di euro. Le risorse sono già destinate ad altri interventi, tra cui il Piano Casa e le misure contro il lavoro povero.

Dalle istituzioni internazionali arriva inoltre la richiesta di abbandonare gli aiuti generalizzati sui carburanti per puntare su sostegni più mirati. Il Fondo Monetario Internazionale suggerisce interventi selettivi a favore delle fasce di reddito più basse, ritenuti più sostenibili nel medio periodo.

Le conseguenze si fanno sentire anche nel settore dei trasporti. Le associazioni dell’autotrasporto hanno annunciato uno sciopero nazionale dal 25 al 29 maggio, denunciando l’impatto dei rincari sulla competitività delle imprese italiane rispetto ai concorrenti europei.

Intanto prosegue il confronto con Bruxelles. L’Italia chiede maggiore flessibilità sui conti pubblici, mentre la Commissione europea invita a utilizzare i fondi ancora disponibili del programma Next Generation Eu per interventi strutturali sulla crisi energetica, invece di ricorrere a sussidi temporanei sui carburanti.

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