Fine dello sconto sulle accise, benzina verso i 2 euro al litro e diesel oltre quota 2,10

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I prezzi di benzina e gasolio rischiano di aumentare da sabato 6 giugno con la fine dello sconto sulle accise. Secondo il Codacons un pieno potrebbe costare fino a 6 euro in più per il diesel, con effetti sui consumi e sull’inflazione.

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Fine dello sconto sulle accise, benzina verso i 2 euro al litro e diesel oltre quota 2,10
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Da sabato 6 giugno potrebbe scattare un nuovo aumento dei prezzi dei Carburanti. Con la scadenza della riduzione fiscale applicata nei mesi scorsi, benzina e gasolio rischiano di registrare rincari immediati alla pompa se non arriverà un provvedimento del governo per prorogare l’agevolazione.

Secondo le stime diffuse dal Codacons, il prezzo medio della benzina potrebbe salire fino a 1,98 euro al litro, raggiungendo circa 2,02 euro nelle aree di servizio autostradali. Per il gasolio, invece, la media nazionale potrebbe attestarsi a 2,10 euro al litro, con punte di 2,19 euro in autostrada.

La fine dello sconto comporterebbe un incremento di 6,1 centesimi per ogni litro di benzina e di 12,2 centesimi per il diesel. Tradotto in termini pratici, un pieno costerebbe circa 3 euro in più per chi utilizza un’auto a benzina e oltre 6 euro in più per i veicoli diesel.

L’associazione dei consumatori chiede all’esecutivo di mantenere la riduzione delle accise, ritenendo insufficiente il meccanismo dell’accisa mobile previsto per compensare parte degli aumenti. La richiesta arriva in una fase caratterizzata da una crescita dell’inflazione, salita al 3,2% nell’ultimo mese.

Il rincaro dei carburanti arriva inoltre alla vigilia del periodo estivo, quando milioni di italiani si mettono in viaggio per vacanze e spostamenti. Un aumento dei costi alla pompa potrebbe quindi incidere in modo diretto sui bilanci familiari e sulle spese legate alla mobilità.

Il Codacons richiama anche gli ultimi dati diffusi dall’Istat sulle vendite al dettaglio. Ad aprile si è registrata una diminuzione sia rispetto al mese precedente sia su base annua. Nel comparto alimentare, in particolare, i volumi di vendita sono scesi del 2,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il valore degli acquisti è aumentato dello 0,6%, segnale che le famiglie acquistano meno prodotti ma spendono di più.

Secondo l’associazione, la situazione potrebbe aggravarsi nei prossimi mesi. L’aumento dei costi di trasporto legato ai carburanti finisce infatti per riflettersi sui prezzi dei beni distribuiti sul territorio, contribuendo ad alimentare ulteriori rincari nei negozi e nella grande distribuzione.

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