Carini, 17enne con proiettile in testa scoperto dopo giorni grazie a una Tac operato a Palermo
Un ragazzo di 17 anni a Carini ha scoperto di avere un proiettile nel cranio dopo giorni di dolore ignorato. La ferita era stata inizialmente suturata senza esami approfonditi, finché una Tac privata ha rivelato il corpo estraneo.
Un ragazzo di 17 anni di Carini ha vissuto per oltre una settimana con un proiettile nel cranio senza saperlo. La vicenda risale all’11 aprile, quando il giovane è rimasto coinvolto in una rissa degenerata in una sparatoria nel paese in provincia di Palermo.
Dopo l’aggressione, il ragazzo si era presentato alla guardia medica locale con una ferita dietro l’orecchio. I sanitari avevano medicato la lesione con alcuni punti di sutura, senza ipotizzare la presenza di un colpo d’arma da fuoco. Nei giorni successivi il dolore non è mai scomparso, ma anche un controllo specialistico in un reparto di Otorinolaringoiatria a Palermo non aveva individuato anomalie.
La svolta è arrivata solo grazie alla decisione dei familiari di sottoporlo a una Tac in una struttura privata. L’esame ha evidenziato un corpo metallico all’interno del cranio, rivelando la presenza del proiettile rimasto conficcato nella testa del giovane.
Accertata la situazione, il ragazzo è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Villa Sofia di Palermo, dove è stato sottoposto a un intervento nel reparto di Neurochirurgia. I medici hanno rimosso con successo il proiettile, probabilmente di calibro 9.
Mentre il giovane resta ricoverato per il recupero post-operatorio, i carabinieri stanno indagando per ricostruire quanto accaduto durante la rissa e identificare chi ha sparato.
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