Fabrizio Moro: nuova musica e critica ai giovani disinteressati
Fabrizio Moro torna con nuova musica e punta il dito sui giovani disinteressati a causa di politica e social. Il cantautore romano racconta cosa vede ogni giorno tra autobus, figli adolescenti e nuove generazioni sempre più distanti.
Alla fermata dell’autobus osserva ragazzi chini sullo schermo del telefono, in silenzio, senza scambiarsi una parola. Da questa scena quotidiana nasce la riflessione di Fabrizio Moro, che collega il distacco dei più giovani a una perdita di fiducia verso la politica e a un uso eccessivo dei social.
Il cantautore romano si prepara a tornare in radio dal 1° maggio con il brano “Niente da perdere”, inserito nella versione digitale del suo decimo album “Non ho paura di niente”. Intanto è atteso il 2 maggio al Palazzo dello Sport di Roma, con un concerto rinnovato nella scaletta e nell’impostazione.
Reduce dall’esperienza televisiva a “Canzonissima” con Milly Carlucci, racconta di aver superato le iniziali perplessità legate alla televisione. Il clima trovato nel programma e la libertà concessa sul palco lo hanno convinto, al punto da definirla un’esperienza più gratificante rispetto a Sanremo.
Tra i momenti più significativi, l’incontro con artisti come Fausto Leali, ancora capaci di esibirsi con energia e qualità. Un confronto che per Moro rappresenta un’occasione di crescita, come già accaduto in passato accanto a figure come Pippo Baudo e Giancarlo Bigazzi.
Guardando alla sua carriera, Moro continua a considerare la musica uno strumento per raccontare e denunciare. Il ritorno sul palco con “Pensa”, riproposta con un nuovo arrangiamento, nasce da un’esigenza precisa: far conoscere il brano anche a chi non lo ha mai ascoltato direttamente, ma solo attraverso adulti e insegnanti.
Il tema che più lo colpisce oggi riguarda i ragazzi. Racconta di figli adolescenti e di una generazione che fatica a interessarsi anche a ciò che un tempo univa, come le partite della nazionale. Una distanza che, secondo lui, non è responsabilità dei giovani ma di una politica incapace di offrire punti di riferimento credibili.
Nel suo giudizio non risparmia neppure il mondo digitale. I social, spiega, amplificano rabbia e confusione, alimentando reazioni immediate e spesso aggressive. In questo scenario, anche la voce degli artisti rischia di perdersi tra contenuti e polemiche continue.
“Niente da perdere” nasce da esperienze personali difficili. Il brano, scritto al femminile per una maggiore sensibilità emotiva, racconta quei momenti in cui si tocca il fondo e proprio da lì si trova la spinta per ricominciare.
Il concerto romano del 2 maggio segnerà l’inizio di una nuova fase live. La scaletta includerà dieci brani inediti, con apertura affidata a “Non ho paura di niente” e chiusura con “Pace”. Moro ha scelto di non anticipare eventuali ospiti, lasciando spazio all’imprevedibilità e a un momento acustico più intimo con il pubblico.
Il tour proseguirà in autunno con tappe in diverse città italiane, tra cui Padova, Milano, Firenze e Napoli, portando sul palco un progetto che unisce nuove canzoni e riflessioni sul presente.
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