Stretto di Hormuz, piano della Marina italiana e strategia Ue contro il caro energia

La Marina italiana prepara quattro navi per Hormuz mentre la tensione in Medio Oriente spinge verso un possibile intervento e gli Stati Uniti stimano lunghi tempi per la bonifica delle mine, con effetti diretti sui prezzi dell’energia in Europa.

Hormuz
Stretto di Hormuz, piano della Marina italiana e strategia Ue contro il caro energia

La Marina militare italiana ha messo a punto un piano operativo in vista di un possibile impiego nello Stretto di Hormuz. Il Capo di Stato Maggiore Giuseppe Berutti Bergotto ha spiegato che l’ipotesi prevede l’invio di quattro unità navali, pronte a operare in un’area strategica per il traffico energetico mondiale.

Il dispositivo include due cacciamine, una nave di scorta e un’unità logistica. Quest’ultima garantirebbe autonomia e supporto prolungato alle operazioni, permettendo alle forze italiane di restare in zona per periodi estesi senza dipendere da basi vicine.

L’eventuale missione non sarebbe gestita in modo autonomo. L’Italia si inserirebbe in una coalizione internazionale con la partecipazione di Francia, Regno Unito e un contingente congiunto formato da Belgio e Paesi Bassi, con l’obiettivo di assicurare la sicurezza della navigazione.

Dal fronte statunitense arrivano valutazioni sui tempi necessari per rendere nuovamente sicuro il passaggio marittimo. Secondo un rapporto del Pentagono trasmesso al Congresso, la bonifica delle mine potrebbe richiedere fino a sei mesi, a causa della complessità delle operazioni e delle condizioni operative.

Gli analisti americani ritengono inoltre difficile avviare queste attività prima della fine delle ostilità in corso nell’area, elemento che potrebbe allungare ulteriormente i tempi e mantenere alta la tensione sul traffico commerciale.

Le conseguenze della crisi si riflettono anche sul fronte economico europeo. La Commissione ha presentato il piano Accelerate EU per contenere l’impatto dei rincari energetici legati alla situazione in Medio Oriente.

Il pacchetto prevede nuovi strumenti di sostegno per imprese e famiglie, tra cui voucher per le bollette, riduzioni delle accise sull’elettricità e un rafforzamento del coordinamento tra gli Stati membri sulle scorte di gas e petrolio.

Bruxelles punta inoltre a intervenire sulla fiscalità energetica, con una proposta attesa a maggio, e a incentivare il risparmio nei consumi. Tra gli obiettivi indicati c’è quello di garantire una tassazione più favorevole all’energia elettrica rispetto ai combustibili fossili.

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