Meloni a Parigi per lo Stretto di Hormuz, Europa cerca una strategia sul petrolio

Giorgia Meloni arriva a Parigi per il vertice sullo Stretto di Hormuz, convocato per affrontare il blocco del traffico marittimo causato dalle tensioni tra Iran e Stati Uniti, con effetti diretti su petrolio e prezzi dell’energia.

Meloni
Meloni a Parigi per lo Stretto di Hormuz, Europa cerca una strategia sul petrolio

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni partecipa oggi a Parigi al summit internazionale dedicato alla crisi dello Stretto di Hormuz, uno snodo essenziale per il commercio globale di petrolio. L’incontro è promosso dal presidente francese Emmanuel Macron insieme al premier britannico Keir Starmer e riunisce circa quaranta Paesi con l’obiettivo di definire una risposta condivisa alla paralisi della rotta.

La situazione resta critica dopo settimane di tensioni tra Iran e Stati Uniti. Il traffico navale è stato fortemente limitato e Washington ha imposto un blocco marittimo che ha ulteriormente irrigidito gli equilibri. L’Europa prova a muoversi in modo autonomo, mentre il presidente americano Donald Trump ha già espresso una netta contrarietà al piano che sarà discusso nella capitale francese.

Leggi anche: Usa Iran verso nuovi colloqui mentre l'Europa prepara un piano per lo Stretto di Hormuz

Tra i partecipanti al vertice anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha indicato la disponibilità della Germania a intervenire in una fase successiva al conflitto. Berlino valuta l’invio di navi per operazioni di sminamento e sicurezza, ma solo con un mandato delle Nazioni Unite e il via libera del Bundestag.

Il progetto europeo punta alla creazione di una coalizione internazionale per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto senza il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. L’operazione avrebbe carattere difensivo e includerebbe tre passaggi principali: evacuazione delle navi ferme, bonifica delle mine e pattugliamento dell’area con unità militari di scorta.

Francia e Regno Unito mantengono però posizioni diverse su alcuni punti chiave. Parigi ritiene che l’assenza degli Stati Uniti possa facilitare il dialogo con Teheran, mentre Londra teme conseguenze nei rapporti con Washington. Emmanuel Macron ha chiarito che la missione escluderebbe i Paesi direttamente coinvolti nel conflitto, tra cui Stati Uniti, Israele e Iran.

Le ripercussioni economiche si fanno già sentire. Il blocco dello Stretto, da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale, ha provocato un aumento dei prezzi di benzina e diesel in diversi Paesi, Italia compresa. Anche il settore aereo guarda con preoccupazione alla gestione delle scorte di carburante, con il rischio di riduzioni nei voli.

Le difficoltà riguardano anche altri comparti strategici. Lo Stretto di Hormuz è una via fondamentale per il trasporto di fertilizzanti e materie prime agricole. Il rallentamento delle forniture potrebbe tradursi in rincari per numerosi prodotti alimentari nei prossimi mesi.

Da Washington arriva una bocciatura netta del piano europeo. Donald Trump ha definito “molto triste” l’iniziativa e ha rivendicato l’efficacia del blocco navale statunitense. Secondo il presidente americano, la pressione sull’Iran sta impedendo al Paese di commerciare.

Il capo degli Stati maggiori congiunti, il generale Dan Caine, ha annunciato che le forze armate americane estenderanno le operazioni anche ad altre aree. L’obiettivo è intercettare navi legate all’Iran o coinvolte nel trasporto di petrolio fuori dai canali ufficiali, comprese quelle della cosiddetta “flotta ombra”.