Ryanair e il caro carburante, O'Leary avverte sui rischi per giugno e attacca l'Unione europea
Michael O’Leary avverte sul rischio carburante per Ryanair a causa della guerra in Medio Oriente e dei prezzi in forte crescita, con possibili criticità già da giugno soprattutto nel Regno Unito.
L’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, interviene sul tema dell’aumento dei costi del carburante e sulle possibili difficoltà di approvvigionamento nei prossimi mesi. Durante un incontro con la stampa a Dublino, il manager ha chiarito che la compagnia irlandese resta solida nonostante le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente.
Gran parte del carburante utilizzato dalla compagnia è coperto da contratti a prezzo fisso. Circa l’80% del fabbisogno è già bloccato fino al marzo 2027 a 67 dollari al barile, mentre il restante 20% è soggetto alle oscillazioni del mercato. Le ultime quotazioni, ha spiegato O’Leary, hanno raggiunto anche i 150 dollari al barile, con un impatto significativo sui conti aziendali.
Il rincaro si riflette direttamente sui costi operativi. Solo ad aprile la spesa per il carburante è aumentata di circa 50 milioni di dollari. Se il prezzo dovesse restare su questi livelli per un anno intero, il peso complessivo arriverebbe a circa 600 milioni di dollari. Una situazione che, secondo il dirigente, potrebbe mettere in difficoltà altre compagnie europee nei mesi autunnali.
Sul fronte delle forniture, O’Leary indica il Regno Unito come l’area più esposta a possibili carenze. Il sistema britannico dipende in larga parte dalle importazioni di cherosene dal Kuwait e, mentre per maggio non si prevedono problemi, resta incertezza per giugno. Negli altri Paesi europei la situazione appare più stabile grazie a fonti diversificate, tra cui Norvegia, Stati Uniti, Africa occidentale e Russia.
Il manager collega l’instabilità dei prezzi alla durata del conflitto in Medio Oriente e alle scelte politiche internazionali, sottolineando che finché la crisi continuerà, il carburante resterà su livelli elevati per la quota non coperta da contratti.
Nel suo intervento, O’Leary ha anche rivolto un attacco diretto alle istituzioni europee, chiedendo una revisione del sistema Ets, il meccanismo legato alle emissioni di CO2. Secondo il numero uno di Ryanair, ridurre o eliminare questo strumento sarebbe una misura concreta per alleggerire i costi del settore, criticando invece l’attenzione su temi ritenuti secondari come le regole sui bagagli a mano.
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