Melatonina, Matteo Bassetti avverte sui rischi per il cuore
Matteo Bassetti mette in guardia sull’uso prolungato della melatonina dopo uno studio presentato negli Stati Uniti che collega l’integratore a un aumento dei casi di insufficienza cardiaca. Coinvolti oltre 130mila adulti con insonnia cronica.
La melatonina è tra gli integratori più utilizzati da chi fatica a dormire. Ma l’assunzione per lunghi periodi potrebbe non essere priva di conseguenze. A rilanciare il tema è l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha citato uno studio presentato negli Stati Uniti durante un congresso dell’American Heart Association.
La ricerca è stata illustrata a New Orleans e ha analizzato i dati di 130.828 adulti con una diagnosi di insonnia da oltre cinque anni. I ricercatori hanno confrontato chi faceva uso continuativo di melatonina per almeno dodici mesi con chi non la assumeva.
I numeri mostrano una differenza netta. Nell’arco di cinque anni, tra i consumatori abituali l’incidenza di insufficienza cardiaca ha raggiunto il 4,6%, contro il 2,7% registrato tra i non utilizzatori. Anche i ricoveri ospedalieri legati a problemi cardiaci risultano più frequenti: 19% contro 6,6%.
Non solo. Il tasso di mortalità per qualsiasi causa è risultato più alto tra chi assumeva l’integratore in modo prolungato: 7,8% rispetto al 4,3% del gruppo di controllo. Dati che, secondo Bassetti, impongono prudenza, pur senza dimostrare un rapporto diretto di causa ed effetto.
La melatonina è un ormone prodotto dal cervello durante le ore di buio e aiuta a regolare il ritmo sonno-veglia. Non è un sonnifero in senso stretto, ma favorisce l’addormentamento. In commercio si trova in compresse, spray e caramelle.
Per l’esperto, l’uso dovrebbe restare limitato nel tempo. Meglio intervenire sulle abitudini quotidiane: stanza buia, orari regolari, meno schermi prima di dormire. Strategie semplici che, nel lungo periodo, possono ridurre il ricorso agli integratori.
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