Cimeli di Amy Winehouse, il tribunale respinge la causa del padre contro due amiche
Mitch Winehouse perde la causa sulle vendite di oggetti della figlia Amy perché il tribunale non riconosce prove sufficienti. La giudice evidenzia mancanza di verifiche e contesta l’attendibilità delle accuse.
Mitch Winehouse ha visto respingere dall’Alta Corte di Londra la causa avviata contro Naomi Parry e Catriona Gourlay, accusate di aver venduto all’asta oggetti appartenuti alla cantante Amy Winehouse. La vicenda riguarda decine di effetti personali della star britannica, scomparsa nel 2011 a 27 anni.
Secondo la ricostruzione presentata dall’accusa, le due donne avrebbero nascosto la vendita dei beni, poi finiti in aste negli Stati Uniti. I legali del padre della cantante sostenevano che il procedimento fosse necessario per chiarire la destinazione di quei cimeli e accertare eventuali responsabilità.
La giudice Sarah Clarke ha però escluso questa versione, affermando che Mitch Winehouse avrebbe potuto verificare con attenzione quali oggetti fossero effettivamente nelle mani delle due imputate prima di avviare l’azione legale. Nella sentenza si sottolinea anche come la causa sia partita senza controlli adeguati sulla solidità delle accuse.
Nel provvedimento si evidenzia inoltre che il padre della cantante appare particolarmente sensibile verso chi considera responsabile di sfruttare l’immagine della figlia, ma anche attento agli aspetti economici legati alla sua eredità. La Corte lo descrive come una figura dominante nei rapporti e poco affidabile nella testimonianza.
La difesa di Parry e Gourlay ha sostenuto che gli oggetti messi in vendita fossero stati donati direttamente da Amy Winehouse oppure già di loro proprietà. La giudice ha ritenuto plausibile questa versione, ricordando che la cantante era solita regalare vestiti e accessori agli amici più stretti, anche per evitare di indossare gli stessi capi in pubblico.
Durante il processo è stata letta una dichiarazione di Naomi Parry, che ha ricordato il legame personale e professionale con la cantante, definendolo fondato su fiducia reciproca. Ha inoltre spiegato di voler difendere la propria reputazione e riprendere il proprio percorso lavorativo dopo la vicenda giudiziaria.
Al termine della sentenza, Mitch Winehouse non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche.
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