Edoardo Bennato torna in tour e racconta musica, successi e incontri con Maradona
Edoardo Bennato annuncia il tour Quando sarò grande e ripercorre la sua carriera tra musica e ricordi personali, spiegando come i fallimenti e gli incontri, incluso quello con Maradona, abbiano segnato il suo percorso artistico.
Edoardo Bennato riparte dal palco con “Quando sarò grande”, una serie di sei concerti evento in programma tra Venezia e Milano. L’artista napoletano, tra i primi in Italia a riempire gli stadi, presenta il nuovo tour mantenendo il suo stile diretto e ironico. Parlando dei colleghi, accenna anche alla presenza di Irama a San Siro, ammettendo di non conoscerlo ma intuendone il valore.
Tra i ricordi più vividi della sua carriera negli stadi c’è anche il calcio. Il giorno prima dei concerti, racconta, organizzava sempre partite con la sua squadra, arrivando a segnare in diversi impianti italiani. Proprio durante una prova a San Siro, si trovò davanti una scena inaspettata: dall’altra parte del campo apparve Maradona, curioso di incontrare Gianna Nannini.
Il legame con il campione argentino si arricchisce di episodi singolari. In una serata a Roma, ricorda Bennato, Maradona sparì improvvisamente dal tavolo per poi riapparire dopo aver distribuito denaro ai clienti del ristorante. Un gesto che, secondo il musicista, rifletteva il bisogno del fuoriclasse di restituire qualcosa per quanto ricevuto nella vita.
Quando si parla di talento, Bennato non rinuncia alla provocazione e si definisce il migliore, pur riconoscendo il valore di altri artisti. Indica in Zucchero e Jovanotti i nomi più completi, capaci di unire qualità artistica e coinvolgimento. Spende parole anche per Morgan, descritto come imprevedibile e creativo, e per Clementino, che definisce intenso ma fragile.
La gavetta tra rifiuti e riscatto
Il successo non è arrivato subito. Bennato ricorda anni di tentativi, audizioni e porte chiuse, esperienze che gli hanno permesso di maturare consapevolezza. Secondo lui, nella musica non esistono criteri oggettivi come nello sport: a incidere sono dinamiche legate al mercato, alle radio e all’industria discografica.
Per questo ha scelto di costruire la sua identità suonando ovunque, dalla strada ai locali, puntando sul contatto diretto con il pubblico. Anche dopo rifiuti pesanti, come quello ricevuto dalla Ricordi che giudicò una sua canzone inadatta, ha continuato senza cambiare direzione.
Il ribaltamento arrivò quando la sua musica intercettò il clima sociale del tempo. Le sue canzoni, spesso critiche verso istituzioni e potere, trovarono spazio nei circuiti culturali e nei festival legati alla sinistra. Da artista rifiutato a figura simbolo di una generazione, Bennato ha costruito così un percorso segnato da libertà espressiva e coerenza.
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