Muore durante terapia contro leucemia a Taranto indagine su infusione genetica

Una donna di 50 anni di Lizzano è morta durante una terapia sperimentale contro la leucemia al Moscati di Taranto dopo un arresto cardiaco improvviso. Il trattamento prevedeva l’uso di sangue modificato geneticamente arrivato dall’estero.

Taranto
Muore durante terapia contro leucemia a Taranto indagine su infusione genetica

Una donna di 50 anni, residente a Lizzano, è deceduta giovedì 16 aprile all’ospedale Moscati di Taranto mentre seguiva un trattamento innovativo contro una forma aggressiva di leucemia diagnosticata circa un anno fa.

La paziente era ricoverata per accedere a una terapia sperimentale basata sull’utilizzo di materiale biologico sottoposto a manipolazione genetica. Il preparato, secondo quanto emerso, era stato inviato da un centro specializzato di Amsterdam per essere somministrato nel corso della procedura clinica.

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Durante l’infusione la donna ha accusato un malore improvviso. In pochi istanti si è verificato un arresto cardiocircolatorio che non ha lasciato margine ai tentativi di rianimazione da parte del personale sanitario presente in sala.

Il decesso è avvenuto mentre medici e operatori stavano seguendo la delicata fase del trattamento. L’attenzione si concentra ora sulle caratteristiche della terapia e sulle modalità con cui è stata eseguita la somministrazione del composto.

La famiglia, composta dal marito e da due figli, ha deciso di affidarsi all’avvocato Dario Iaia per ottenere chiarimenti sull’accaduto. Parallelamente, sono state attivate le verifiche interne dell’ospedale.

La magistratura ha disposto l’autopsia, passaggio necessario per accertare le cause della morte. L’esame dovrà stabilire se esista un collegamento diretto tra l’infusione del preparato genetico e il decesso oppure se si tratti di una reazione imprevista o di un problema nella gestione del trattamento.