René Giachi condannato a 18 mesi per minacce alla famiglia di Carlo Piccolo
René Giachi è stato condannato a 18 mesi per minacce alla famiglia di Carlo Piccolo dopo la morte del padre, travolto durante una lite a Porto Corsini. L’uomo ha perseguitato moglie e figlio dell’indagato per omicidio.
Il giudice per l’udienza preliminare di Ravenna ha inflitto a René Giachi, 39 anni, una pena di un anno e sei mesi per atti persecutori nei confronti della moglie e del figlio minorenne di Carlo Piccolo. La sentenza è arrivata al termine di un processo con rito abbreviato, che ha comportato la riduzione della pena rispetto ai due anni richiesti dalla Procura.
Il tribunale ha stabilito che il risarcimento per i danni subiti dalle vittime sarà definito in sede civile. Nel frattempo, la difesa dell’imputato ha presentato richiesta di scarcerazione. Le accuse riguardano una serie di minacce e comportamenti intimidatori che si sono concentrati nei giorni immediatamente successivi alla morte del padre dell’uomo.
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I fatti risalgono al 16 ottobre 2025 a Porto Corsini, quando una lite tra Giachi e Carlo Piccolo, legata a vecchi dissapori e questioni economiche, è degenerata. Durante lo scontro, il padre di René, Edi Giachi, 70 anni, è intervenuto ed è stato investito da un’auto in retromarcia. L’uomo è morto dopo alcuni giorni di ricovero.
Dopo il funerale, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Giachi ha iniziato a cercare la famiglia di Piccolo, arrivando a pronunciare frasi violente in pubblico. In più occasioni si sarebbe recato nei locali frequentati dalla donna, minacciandola apertamente davanti ad altri clienti.
Le intimidazioni hanno riguardato anche il bambino, con dichiarazioni che hanno spinto la madre a rivolgersi alle autorità. La situazione è degenerata rapidamente, tanto da rendere necessario il trasferimento della donna e del figlio in una struttura protetta gestita da Linea Rosa.
Le indagini hanno inoltre documentato appostamenti sotto l’abitazione della famiglia e un comportamento ritenuto pericoloso, con il timore concreto che dalle parole si potesse passare ai fatti. Il giudice ha quindi riconosciuto la continuità delle minacce e il grave stato di paura vissuto dalle vittime.
La condanna chiude una prima fase giudiziaria legata alla vicenda di Porto Corsini, mentre resta aperto il procedimento per chiarire le responsabilità sulla morte di Edi Giachi, per la quale Carlo Piccolo è ancora indagato.