Trump e i video UFO spariti, il Pentagono non esegue l'ordine sulla declassificazione
Donald Trump ha ordinato la diffusione dei dossier UFO, ma il Pentagono non ha pubblicato i video richiesti dal Congresso. Restano bloccati 46 filmati raccolti in aree militari sensibili, alimentando dubbi su cosa venga nascosto.
Donald Trump aveva annunciato l’apertura degli archivi sui fenomeni aerei non identificati con un ordine esecutivo che imponeva la pubblicazione dei materiali classificati. Alla scadenza stabilita, però, dal Pentagono non è arrivato alcun contenuto: nessun documento, nessuna immagine, nessun video.
A denunciare lo stallo è la deputata repubblicana Anna Paulina Luna, che ha sollecitato formalmente il Dipartimento della Difesa a consegnare 46 filmati precisi. Si tratta di registrazioni raccolte da droni e caccia militari in contesti operativi delicati, tra cui missioni in Afghanistan e sorvoli nel Mar Cinese Orientale.
Leggi anche: Il Pentagono smentisce esistenza UFO: nessuna prova di attività extraterrestre
Secondo quanto emerso, i video mostrerebbero oggetti con capacità non spiegabili dalle tecnologie conosciute, osservati anche vicino a basi strategiche e installazioni nucleari. Per Luna, il mancato rilascio rappresenta una resistenza interna ingiustificata e priva i cittadini di informazioni rilevanti.
Il silenzio stride con le dichiarazioni del segretario alla Difesa Pete Hegseth, che aveva promesso un cambio di rotta verso la trasparenza. L’intenzione dichiarata era quella di condividere con il pubblico i risultati delle indagini su questi fenomeni, superando anni di riservatezza.
Tra i materiali ancora classificati figurano episodi già oggetto di attenzione mediatica, come l’incidente del Lago Huron del 2023 e il cosiddetto UFO “Medusa”, descritto come un oggetto capace di muoversi tra aria e acqua senza apparente sforzo. Altri filmati provengono dal Golfo Persico, dove piloti militari hanno documentato oggetti simili ai “Tic Tac”, noti per manovre fuori dagli schemi.
Le informazioni raccolte sono custodite dall’ufficio AARO, incaricato di analizzare le anomalie aeree. Secondo fonti investigative, la riluttanza a diffondere i video potrebbe essere legata anche al timore di rivelare le reali capacità dei sistemi radar e di rilevamento degli Stati Uniti.
La questione supera il tema degli UFO e tocca la sicurezza nazionale. Se si trattasse di tecnologie straniere, emergerebbe una vulnerabilità nei sistemi di difesa. In caso contrario, le implicazioni sarebbero ancora più complesse. Intanto, i filmati restano chiusi negli archivi, senza una nuova data per la loro pubblicazione.