Pamela Genini, nove ore di interrogatorio per l'ex fidanzato che parla di minacce e misteri sulla tomba

Francesco Dolci, ex di Pamela Genini, parla di minacce e collega intimidazioni alla profanazione della tomba dopo l’omicidio della giovane a Strozza. Racconta nove ore di interrogatorio e indica possibili piste ancora senza conferme.

Pamela Genini
Pamela Genini, nove ore di interrogatorio per l'ex fidanzato che parla di minacce e misteri sulla tomba

Nove ore davanti ai carabinieri per raccontare una vicenda che, secondo lui, non si ferma all’omicidio. Francesco Dolci, ex compagno di Pamela Genini, è stato ascoltato come persona informata sui fatti e ha riferito di essere da tempo bersaglio di minacce e intimidazioni.

Il delitto risale al 14 ottobre a Strozza, dove la giovane è stata uccisa con decine di coltellate. Per l’omicidio è stato chiesto il giudizio immediato nei confronti dell’ex compagno Gianluca Soncin. Dolci, però, sostiene che dietro la vicenda possano esserci sviluppi più complessi.

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Durante l’audizione, ha ribadito di considerarsi un testimone centrale e di aver fornito agli investigatori dettagli su quanto accaduto prima e dopo la morte della ragazza. «Sono la memoria vivente di Pamela», ha dichiarato, spiegando di aver consegnato informazioni su episodi che lo riguardano direttamente.

Tra gli elementi citati anche la profanazione della tomba, con la decapitazione del corpo avvenuta nel cimitero del paese. Un episodio ancora senza responsabili che, secondo Dolci, sarebbe legato alle pressioni subite negli ultimi mesi.

L’uomo racconta di aver presentato 28 denunce per fatti che includono aggressioni, atti vandalici e intrusioni nella propria abitazione. Parla di pedinamenti e minacce costanti, al punto da aver cambiato casa e vivere nascosto.

Dolci respinge inoltre qualsiasi coinvolgimento nella profanazione del cadavere, definendo le accuse come tentativi di screditarlo. Durante l’interrogatorio, i carabinieri hanno raccolto anche le dichiarazioni dei familiari, mentre proseguono le verifiche su quanto emerso.

Nel suo racconto compare anche una pista alternativa, secondo cui Pamela Genini sarebbe stata coinvolta, senza volerlo, in un presunto giro di riciclaggio con contatti nell’Est Europa. Una versione che al momento non trova riscontri ufficiali ma che, a suo dire, si baserebbe su messaggi e conversazioni osservate in passato.

Infine, Dolci sostiene di aver notato anomalie sulla lapide della giovane confrontando alcune fotografie scattate nel tempo, indicando cambiamenti tra gennaio e febbraio che lo avrebbero spinto a rivolgersi più volte alle forze dell’ordine.