Carburanti in aumento con petrolio vicino ai massimi e fine degli sconti fiscali
Petrolio in forte rialzo spinge benzina e diesel verso nuovi aumenti in Italia a causa delle tensioni legate al conflitto con l’Iran e della fine imminente del taglio delle accise
Il prezzo del petrolio torna a salire sui mercati internazionali e si avvicina alla soglia dei 120 dollari al barile, trascinando verso l’alto anche i carburanti in Italia. Alla base dell’impennata c’è l’escalation militare che coinvolge l’Iran, arrivata alla quinta settimana e capace di incidere in modo diretto sulle quotazioni globali.
Il Brent del Mare del Nord, riferimento per il mercato europeo, ha sfiorato i 117 dollari con un aumento fino al 4% nelle contrattazioni notturne, per poi stabilizzarsi poco sopra i 115 dollari nelle prime ore della giornata. Rispetto ai livelli precedenti al conflitto, l’incremento sfiora il 60%. Anche il greggio americano Wti ha superato i 100 dollari al barile, segnando un rialzo superiore al 50%.
Gli effetti si riflettono immediatamente sui distributori italiani. Dopo i rincari dei giorni scorsi, si riducono gli sconti praticati da alcuni operatori, mentre altre compagnie aggiornano i listini al rialzo. In particolare, il diesel registra aumenti diffusi e la benzina segue la stessa tendenza, con variazioni che si estendono su tutta la rete nazionale.
Secondo le rilevazioni più recenti, la benzina self service si attesta in media a 1,747 euro al litro, mentre il diesel supera i 2,05 euro. I prezzi salgono ulteriormente nelle modalità servite, dove il gasolio raggiunge oltre 2,18 euro al litro. Anche sulle autostrade i costi risultano più elevati, con il diesel che supera i 2,11 euro in modalità self.
L’analisi dei dati regionali mostra differenze significative: il diesel è più caro a Bolzano, seguito da Trento e Valle d’Aosta, mentre la benzina registra i valori più alti in Basilicata, con punte rilevanti anche nel Sud e nelle isole. Le variazioni restano comunque legate all’andamento internazionale del greggio.
A incidere sui prossimi aumenti sarà anche la scadenza del taglio delle accise fissata al 7 aprile. Senza un rinnovo della misura, i prezzi potrebbero crescere rapidamente: il diesel rischia di superare i 2,3 euro al litro e la benzina di avvicinarsi ai 2 euro, con effetti diretti sulla spesa quotidiana degli automobilisti.
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