Delitto di Garlasco, Andrea Sempio spiega la telefonata di 33 secondi e respinge i sospetti

Andrea Sempio torna a parlare del delitto di Chiara Poggi e spiega la telefonata di 33 secondi fatta la mattina dell’omicidio. L’indagato racconta quei momenti, respinge i sospetti sulle chiamate e nega qualsiasi legame con la droga.

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Il caso del delitto di Garlasco continua a far discutere anche a distanza di anni, soprattutto dopo le ipotesi investigative che collocano la morte di Chiara Poggi in un orario diverso da quello finora ritenuto più probabile. In questo scenario è tornato al centro dell’attenzione Andrea Sempio, che ha deciso di ricostruire pubblicamente cosa accadde quella mattina.

In un’intervista televisiva, Sempio ha ripercorso le ore precedenti alla scoperta dell’omicidio soffermandosi su un elemento finito sotto la lente degli investigatori: alcune chiamate e messaggi scambiati con gli amici. Tra questi, una telefonata durata 33 secondi con Mattia Capra. Secondo Sempio si trattava di abitudini normali tra ragazzi nel 2007. «All’epoca non c’erano social o applicazioni di messaggistica», ha raccontato. «Ci si faceva spesso uno squillo per capire se qualcuno fosse disponibile».

Il giovane sostiene che il contatto con Capra servisse semplicemente per organizzarsi. L’amico aveva appena iniziato le ferie e Sempio voleva sapere se fosse libero per raggiungerlo a Vigevano. Anche i messaggi con un altro amico, Freddy, vengono ridimensionati: erano scambi legati alla preparazione di una vacanza tra amici.

Quanto alla mattinata del delitto, Sempio ricorda di essere uscito per andare a Vigevano con l’idea di passare in libreria. Il negozio però era chiuso e così si sarebbe fermato in piazza per poco tempo prima di rientrare a Garlasco. Una volta tornato, racconta di essere passato dalla nonna, che gli avrebbe chiesto di fermarsi a pranzo.

Proprio quel momento resta uno dei ricordi più nitidi per lui. «Insisteva perché restassi a mangiare», ha spiegato. Poco dopo, però, sarebbe arrivata la telefonata della madre che lo invitava a tornare a casa.

Nel racconto torna anche il tema della bicicletta, un dettaglio che per anni ha avuto un peso nelle indagini. Alcuni testimoni dissero di aver visto una bici nera da donna davanti alla casa dei Poggi. Sempio afferma di non averne mai posseduta una: in famiglia, sostiene, c’erano una bicicletta bianca da donna, una bianca da uomo e una rossa.

Infine il giovane respinge anche le voci su un presunto rapporto con gli stupefacenti. «Non ho mai provato cocaina e non ho mai frequentato quell’ambiente», ha dichiarato. Ammette solo qualche sigaretta da adolescente, ma ribadisce di essere sempre rimasto lontano dal mondo della droga.

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