L'Italia attraversa il picco influenzale: contagi in crescita dopo le feste
L'Italia sta affrontando un picco influenzale, con un aumento dei casi dopo le festività. I dati aggiornati indicano una circolazione molto intensa, con milioni di infezioni respiratorie registrate nelle ultime settimane.
I dati epidemiologici aggiornati all’inizio di gennaio indicano che la stagione influenzale 2025-2026 in Italia ha raggiunto livelli di circolazione molto intensi, con centinaia di migliaia di nuove infezioni respiratorie acute nelle ultime settimane e un totale cumulativo che ha superato di gran lunga i milioni di casi in tutto il Paese.
Il periodo attorno al 5 gennaio è emerso come uno dei momenti più critici dell’ondata stagionale: l’incidenza settimanale delle infezioni è risultata elevata e molti pronto soccorso hanno registrato un aumento delle visite per sintomi influenzali, mettendo sotto pressione i servizi sanitari.
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Una delle componenti chiave di questa stagione è la diffusione di una sottovariante del virus influenzale A/H3N2, spesso definita «Variante K», che sembra favorire una trasmissione rapida e una maggiore incidenza soprattutto nelle fasce più vulnerabili della popolazione.
Le manifestazioni cliniche tipiche restano febbre alta, tosse, dolori muscolari e stanchezza, ma in molti casi si osservano anche sintomi gastrointestinali come nausea e vomito, particolarmente segnalati da clinici e operatori sanitari durante l’ondata influenzale in corso.
I bambini sotto i cinque anni e gli anziani continuano a rappresentare le categorie con i tassi più alti di infezione e con maggiori accessi ai servizi di assistenza sanitaria, evidenziando la persistenza del rischio per i gruppi più fragili.
Secondo gli esperti, il picco osservato in questi primi giorni di gennaio è in parte legato alle dinamiche sociali delle festività natalizie e alla riapertura delle scuole, che favoriscono una maggiore circolazione virale in ambienti chiusi.
Le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza di misure preventive di base, come l’igiene delle mani, l’aerazione degli spazi e la riduzione dei contatti stretti in presenza di sintomi, oltre a ricordare che gli antibiotici non sono efficaci contro i virus influenzali.