Gaza, Israele approva la tregua e il rilascio di 737 prigionieri palestinesi in cambio di ostaggi

Il governo israeliano ha approvato un accordo di cessate il fuoco che prevede il rilascio di 737 prigionieri palestinesi in cambio della liberazione dei primi ostaggi israeliani da parte di Hamas. La decisione, presa durante una riunione del gabinetto di sicurezza, entrerà in vigore il 19 gennaio, segnando l'inizio di una tregua. Nonostante la resistenza di alcuni membri del governo, tra cui i ministri Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, l'intesa è stata approvata con 24 voti favorevoli. I prigionieri palestinesi saranno liberati come parte della prima fase dell'accordo, mentre il futuro della seconda fase dipenderà dalla stabilità della tregua. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ricevuto il sostegno di figure politiche americane come Joe Biden e Donald Trump, confermando la possibilità di riprendere le operazioni militari se l'accordo non dovesse reggere.

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Israele intensifica le operazioni militari in Siria e ordina nuove evacuazioni a Gaza - Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato di aver colpito due basi militari nella Siria centrale: Tadmur (Palmira) e T4, una base aerea situata circa 50 chilometri a ovest di Palmira. L'IDF ha dichiarato che l'operazione mirava a eliminare le restanti capacità militari presenti in queste installazioni, sottolineando l'impegno a rimuovere ogni minaccia per i cittadini israeliani.

Egitto propone a Hamas la fornitura di filmati degli ostaggi in cambio di una tregua a Gaza - Il governo egiziano ha avanzato una proposta per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, suggerendo che Hamas fornisca informazioni dettagliate, inclusi filmati, sugli ostaggi, sia vivi che deceduti. In cambio, Israele interromperebbe immediatamente le operazioni militari.

Nuovi attacchi israeliani su Gaza: oltre 70 morti e edifici distrutti - Nelle ultime ore, la Striscia di Gaza è stata colpita da intensi attacchi aerei israeliani, che hanno causato la morte di almeno 70 persone e la distruzione di numerosi edifici residenziali. Le aree maggiormente colpite includono Khan Yunis e Rafah nel sud, e Beit Lahiya nel nord dell'enclave palestinese.