Putin amplia la dottrina nucleare russa: ecco le nuove condizioni per l'uso di armi atomiche
Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che aggiorna la dottrina nucleare della Russia, ampliando le circostanze in cui Mosca potrebbe considerare l'uso di armi nucleari. Secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, questa revisione era necessaria per allineare i principi russi alla situazione attuale.

L'Alto Rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri, Josep Borrell, ha esortato gli Stati membri dell'UE a seguire l'esempio degli Stati Uniti, che sotto la presidenza di Joe Biden hanno autorizzato l'Ucraina a utilizzare missili con un raggio d'azione fino a 300 chilometri all'interno del territorio russo. Borrell ha dichiarato che questa decisione è una buona notizia per gli ucraini, che l'avevano richiesta, e ha sottolineato che alcuni Stati membri europei stanno già adottando misure simili o stanno considerando di farlo. Ha inoltre affermato che l'uso di tali armi da parte dell'Ucraina per combattere le forze russe all'interno del territorio russo è pienamente conforme al diritto internazionale.
L'aggiornamento della dottrina nucleare russa e l'autorizzazione degli Stati Uniti all'Ucraina per l'uso di missili a lungo raggio rappresentano significativi cambiamenti nelle rispettive politiche di difesa e sicurezza.
La nuova dottrina nucleare russa prevede che un attacco con missili convenzionali, droni o altri velivoli possa essere considerato una giustificazione per un attacco nucleare. Inoltre, qualsiasi aggressione contro la Russia da parte di uno Stato membro di una coalizione sarà vista come un'aggressione da parte dell'intera coalizione. Questi cambiamenti riflettono la risposta di Mosca alle recenti decisioni occidentali riguardanti l'Ucraina e segnano un ulteriore inasprimento delle relazioni internazionali.
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