Iran: eseguita la condanna a morte di Arvin Ghahremani, cittadino ebreo accusato dell'omicidio di un musulmano

Le autorità iraniane hanno eseguito la condanna a morte di Arvin Ghahremani, un cittadino ebreo di 20 anni, riconosciuto colpevole dell'omicidio premeditato di un uomo musulmano durante una rissa avvenuta due anni fa. L'esecuzione è avvenuta nel carcere centrale di Kermanshah, nell'Iran occidentale, dove Ghahremani era detenuto.

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Secondo l'organizzazione Iran Human Rights, con sede in Norvegia, la famiglia di Ghahremani aveva presentato ripetute richieste di revisione del processo, sostenendo che Arvin avesse agito per legittima difesa. Tuttavia, la Corte Suprema iraniana ha respinto la richiesta di un nuovo processo, confermando la condanna a morte.

Il caso ha suscitato preoccupazione a livello internazionale, evidenziando le difficoltà affrontate dalle minoranze religiose nel sistema giudiziario iraniano. Organizzazioni per i diritti umani hanno sottolineato come le leggi iraniane spesso discriminino i non musulmani, applicando pene più severe in casi di omicidio che coinvolgono vittime musulmane.

La comunità ebraica iraniana, un tempo numerosa, si è significativamente ridotta dopo la Rivoluzione islamica del 1979. L'esecuzione di un cittadino ebreo è un evento raro negli ultimi anni, aumentando le preoccupazioni riguardo alla protezione dei diritti delle minoranze nel paese.

L'Iran ha registrato un aumento delle esecuzioni nel 2024, con oltre 100 persone giustiziate solo nel mese di ottobre. Organizzazioni internazionali hanno espresso allarme per questa tendenza, esortando la comunità internazionale a monitorare attentamente la situazione dei diritti umani nel paese.

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