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di Vito Manzione di martedì 28 giugno 2022

Consulenza professionale per la migrazione SEO di un sito

Consulenza

La migrazione SEO di un sito è una procedura piuttosto complessa, che richiede competenza e attenzione. In realtà, non si tratta di un processo standard, ma può variare in base alle esigenze specifiche: in alcuni casi si tratta di un lavoro piuttosto semplice, in altri richiede operazioni più laboriose e complicate.

Abbiamo chiesto al SEO Giovanni Sacheli di Eve Milano, professionista esperto nelle strategie di Web Marketing e in particolare nelle tecniche SEO e nel posizionamento su Google, di raccontarci le principali casistiche relative alla migrazione di un sito e ia motivi che rendono necessaria tale procedura.

Laureato in Economia Aziendale, Giovanni Sacheli si è appassionato fin da subito alle tecniche di marketing digitale SEO, PPC e Google Ads, e oggi lavora sia come partner tecnico di aziende nazionali e internazionali, sia come relatore ad eventi e convegni sul tema del SEO Marketing.

Consulenza
Giovanni Sacheli, consulente SEO

Quando si verifica la necessità di migrare un sito?

La migrazione SEO può riferirsi a diverse situazioni, alcune relativamente semplici. Un motivo di migrazione può essere la modifica di un Url troppo lungo e poco leggibile, oppure la modifica del nome del dominio. In altri casi, la necessità può essere quella di unire due o più pagine dai contenuti simili per evitare che si annullino a vicenda, oppure la fusione di due siti a causa di una correlata fusione societaria.

Talvolta, la necessità di migrare un sito può essere esclusivamente di carattere tecnico: modifica o implementazione della struttura, passaggio ad un nuovo Cms o ad un nuovo provider, riprogettazione completa del sito o modifica del protocollo di sicurezza.

In ogni caso è fondamentale avvalersi di una consulenza SEO, e tenere conto che si tratta sempre di un’operazione che richiede attenzione e competenza. In particolare, modificare l’Url della propria pagina web è un’operazione molto rischiosa, poiché potrebbe compromettere i risultati ottenuti nel posizionamento sui motori di ricerca: trovare il metodo ideale per modificare gli Url e, al contempo, mantenere il posizionamento, non è mai semplice.

Tuttavia, pianificando il lavoro con precisione e procedendo con uno studio accurato, è possibile che il ranking del sito non venga compromesso.

Qual è la strategia migliore per la migrazione di un sito web?

In realtà, sarebbe molto meglio evitare qualsiasi migrazione, soprattutto se vengono modificati gli Url, poiché qualsiasi variazione degli Url comporta la perdita dei dati di ranking precedenti.

In caso di necessità, si può ricorrere ad un utilizzo ragionato delle tecniche di reindirizzamento, ma è inevitabile che qualcosa vada perduto. Nella maggior parte dei casi, modificare l’Url non è consigliato, se mai l’ideale è implementare e migliorare il ranking, anche perché la modifica di un Url comporta la perdita di tutte le condivisioni tramite social.

Sostanzialmente, è sempre preferibile evitare di riprendere una migrazione non andata a buon fine, e cercare piuttosto di escludere il più possibile i rischi. Quando la migrazione riguarda anche gli aspetti SEO, è indispensabile studiare con la massima precisione la strategia ideale, proprio per ridurre al minimo il rischio di perdere il ranking di Google.

Seguire una procedura precisa con una parte dedicata alla pre-migrazione è la soluzione ideale per evitare i problemi.

Come funziona la procedura di migrazione SEO?

In sintesi, la procedura di migrazione SEO ideale consiste in tre fasi distinte: una serie di attività di pre-migrazione, le operazioni di migrazione vera e propria, e una fase di post-migrazione.

È determinante svolgere tutto il lavoro con attenzione, tenendo conto che lo studio preliminare è di estrema importanza. Proprio per la complessità di questo lavoro, è consigliato avvalersi di una consulenza SEO qualificata.

Sostanzialmente, la pre-migrazione è una sorta di preparazione del sito al nuovo dominio, e agli ulteriori cambiamenti. Ovviamente, prima di iniziare il trasferimento, è importante verificare che il sito sia perfettamente funzionante e che la struttura non presenti alcun tipo di difetto o anomalia funzionale.

A questo punto, dopo avere effettuate le eventuali correzioni e gli aggiornamenti, è necessario registrare il nuovo dominio, con un certo anticipo, creare una pagina di benvenuto e, se possibile, alcuni backlink e qualche condivisione su social.

Tra le altre operazioni importanti, è necessario anche eseguire un backup completo del vecchio sito, da utilizzare in caso di imprevisto. Come è evidente, già la pre-migrazione è un lavoro molto complesso, che richiede necessariamente una profonda competenza sia tecnica che di analisi.

Una volta che il nuovo sito è online, si consiglia comunque di mantenere per un certo periodo anche il vecchio, con una serie di reindirizzamenti, mentre sul nuovo dominio si può procedere ad installare tutti gli strumenti di analisi.

Esiste quindi anche una fase di post-migrazione?

Certo, ed è necessaria per monitorare le performance del nuovo dominio, l’indicizzazione Google, il ranking, e per correggere gli errori. Come già detto, la precisione e la professionalità sono fondamentali: non è per niente raro che, a seguito della migrazione incorretta, il traffico di un sito vada perduto.

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