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di Mario Ferrazzuolo di venerdì 9 aprile 2021

Esports che passione!

Esports

by Pixabay - Gli sport elettronici sono oggi un successo grazie anche a un “eroe pixelloso”

Se non fosse stato per lui oggi probabilmente non saremmo qui a parlare di eSports e nemmeno del loro incredibile successo; il contributo che ha fornito insomma è stato fondamentale, e si è visto soprattutto a partire dai primi anni 2000. Chi dobbiamo dunque ringraziare? Un certo Super Mario, “eroe pixelloso” protagonista dei sogni di tutti i videogiocatori nati a metà degli anni ’80. I tornei a lui dedicati, a cui hanno preso parte proprio quei giovanissimi di quell’epoca, sono stati la molla che ha dato il là agli eSports. Abituati come siamo a identificare gli sport elettronici con League of Legends, Fortnite, Overwatch, FIFA e PES, ci dimentichiamo che tutto ha avuto un inizio tanto tempo fa, e l’inizio va fatto risalire agli anni ’90 con la Nintendo e con il suo personaggio più iconico ovvero Super Mario. Ok, prima dell’idraulico più famoso di sempre c’era la statunitense Atari a organizzare tornei dove Space Invaders la faceva da padrone, ma è solo con la giapponese Nintendo che si può parlare di eSports. Ovviamente in quel periodo tale termine non esisteva, come non esistevano gli attuali test di qualifica, che di solito si svolgono online, arene pazzesche dalla capienza incredibile e, non da ultimo, il professionismo odierno, che ha trasformato semplici amanti dei videogiochi in campioni insuperabili pronti a lottare fino alla fine per la posta in palio, sia essa una coppa oppure un premio in denaro. Super Mario, senza volerlo, ha scombussolato le nostre vite in positivo!

Dal Nintendo World Championships al The International con Dota 2: passato e presente degli esports

Repetita iuvant (ripetere le cose è d’aiuto) soprattutto in un caso come questo: se il gaming competitivo degli eSports oggi è una splendida realtà lo si deve soprattutto a “mamma Nintendo”. L’azienda giapponese è stata lungimirante quando negli anni ’90, grazie a tornei come l'indimenticabile Nintendo World Championships, ha deciso di mettere alla prova i più forti videogiocatori al mondo caricando sulla bianca console 8bit titoli come Super Mario Bros, ma anche Rad Racer e Tetris. È stata lungimirante perché ha aperto la strada agli eSports, che da qualche anno a questa parte hanno in The International con Dota 2 la competizione di riferimento. Sì perché The International oggi è l’evento eSports più importante al mondo (e più bello). Arrivato ormai alla sua 10a edizione vede sfidarsi i team che maneggiano con maggior destrezza un kolossal come Dota 2, prima attraverso la modalità fase a gironi e poi attraverso la modalità girone all'italiana. Il divertimento è infinito non solo per chi vi partecipa ma anche per chi assiste comodamente da casa all’evento grazie a Twitch. The International è infatti facilmente fruibile collegandosi alla piattaforma viola che è la numero uno quando si tratta di darci la possibilità di seguire le imprese dei re e delle regine degli eSports.

Montepremi non male!

Esportsphoto by Pixabay

Chi fa degli sport elettronici una professione se è bravo può lavorare per pochi anni e poi ritirarsi a vita privata! No, non è uno scherzo: i dominatori dell’universo degli eSports oltre a imporre la loro legge possono guadagnare svariati milioni di dollari. Prendiamo The International: questo torneo inizialmente premiava il team campione con 10,9 milioni di dollari – siamo nel 2014 – per poi arrivare a premiarlo con ben 24 milioni (2018). Non male davvero; certo è che per diventare i numeri uno è essenziale amare quel titolo con cui si vuole fare la differenza e in generale amare i videogiochi. Diversamente è impossibile primeggiare. Dall’idraulico Super Mario Bros ai 116 personaggi customizzabili di Dota 2: tutto cambia perché nulla cambi! Ed è un bene che nulla cambi perché gli eSports sono ormai parte integrante del gaming online o, meglio ancora, sono il gaming online stesso! In un periodo complesso come quello che stiamo vivendo, gli sport elettronici sono, oltre che opere d’arte in 3d, “compagni di merenda” che ci trasportano con la mente in un universo fantastico da cui non vorremmo più staccarci.

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