Il pianto nella stanza accanto
Tre giorni di ricovero per un intervento alla spalla destra, classificato dall’assicurazione sanitaria come «minore». La paziente racconta che quella definizione non corrispondeva a come viveva l’operazione: per lei non aveva nulla di minore. La degenza è stata breve, ma sufficiente, scrive, a farle percepire la distanza tra la classificazione di una pratica e l’esperienza personale di chi affronta un intervento.
L’assicurazione sanitaria lo classificava come un intervento minore. Per me, che dovevo essere operata alla spalla destra, minore non lo era. Sono rimasta ricoverata tre giorni: un tempo breve, ma sufficiente a sentire la distanza tra la definizione di una pratica e l’esperienza di chi la attraversa. Di quei giorni, però, mi è rimasto qualcosa che non riguarda la mia operazione. Un pianto, nella stanza accanto. Prima c’era stato un trambusto di medici e di persone. Non sapevo che cosa fosse successo. Poi ho sentito un giovane uomo piangere, con singhiozzi silenziosi eppure perfettamente percepibili. Non vedevo il suo volto, non conoscevo la sua storia. 🔗 Leggi su Gbt-magazine.com

Gli elefanti nella stanza | Intervista a Francesca Astrei
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