La madre morta nella stanza accanto e il controllore antidoping alla porta | Irrispettoso e inumano
Poche ore dopo la morte della madre, una ciclista professionista ha ricevuto in casa la visita di un controllore antidoping. La sportiva ha raccontato di aver vissuto l’arrivo dell’addetto come «irrispettoso e inumano», mentre la madre si trovava nella stanza accanto. «Ero una figlia, non un’atleta», ha detto, riferendosi al controllo a sorpresa. La vicenda ha aperto un caso sulle modalità dei controlli e sui protocolli previsti in circostanze simili.
La ciclista professionista Valentina Cavallar racconta il controllo a sorpresa a casa poche ore dopo il decesso: "Ero una figlia, non un'atleta". E apre un caso su umanità e protocolli. 🔗 Leggi su Fanpage.it
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