Test antidoping con la madre morta nella stanza accanto | il racconto choc di Valentina Cavallar
Poche ore dopo la morte della madre, Valentina Cavallar ha ricevuto un controllo antidoping mentre si trovava in casa, con la donna nella stanza accanto. La ciclista austriaca, 25 anni, ha raccontato l’episodio, definendolo una delle esperienze più dolorose della sua vita. «Prima di essere atleti, siamo esseri umani», ha detto. Cavallar corre per il Team SD Worx-Protime. Il controllo è avvenuto nelle ore successive alla perdita della madre, senza che il testo specifichi altri dettagli sulle modalità della visita o sulle circostanze della morte.
Il dolore più grande e quel controllo antidoping poche ore dopo la morte di una persona amata: "Prima di essere atleti, siamo esseri umani". È quanto accaduto a Valentina Cavallar, 25 anni, ciclista austriaca del Team SD Worx-Protime, che ha raccontato una delle esperienze più dolorose della sua vita. Poche ore dopo la morte della madre, mentre cercava di fare i conti con un vuoto impossibile da colmare, qualcuno ha bussato alla porta di casa per sottoporla a un controllo antidoping. Una richiesta prevista dalle regole dello sport professionistico, certo. Ma arrivata in un momento in cui ogni pensiero, ogni energia e ogni respiro erano rivolti altrove. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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Il controllo antidoping irrispettoso e inumano che poteva (doveva) aspettare Valentina Cavallar - Facebook facebook
Lo ha raccontato Valentina #Cavallar, ciclista austriaca: L'umanità e la compassione non devono mai mancare #sportmediaset https://t.co/9jsNrGVjW6 - X x.com
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