Quando ha ucciso la madre malata di Alzheimer non era in sé | le motivazioni dell’assoluzione di Giuseppina Martin

Notizia in breve

La donna assolta dall’accusa di aver ucciso la madre, malata di Alzheimer, si trovava in uno stato di alterazione al momento del fatto. Nelle motivazioni della sentenza si legge che era come una spettatrice esterna, estranea alle proprie azioni. Secondo la ricostruzione riportata, questo stato era legato a un accumulo di stress e a una prolungata mancanza di sonno. La sentenza riguarda l’uccisione della madre e descrive le condizioni della donna in quel momento.

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Arezzo, 28 ottobre 2026 – In quel momento era come se fosse una spettatrice esterna, uscita fuori da sé per un accumulo di stress aggravato dall’assenza prolungata di ore di sonno. Sono queste, per la Corte d’Assise d’Arezzo, le ragioni che hanno portato Giuseppina Martin ad uccidere la madre novantaduenne quella fatidica notte tra l’8 e il 9 marzo del 2024 a San Giovanni Valdarno. I giudici hanno infatti riconosciuto l’incapacità totale di intendere e di volere, seppur momentanea, della figlia – difesa dall’avvocata Alessia Ariano - quando ha preso dalla stanza un foulard e ha strangolato, coprendole il volto, quella donna che aveva accudito ossessivamente per anni. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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