I muri di Melonesky Contro i fratellastri di Putin | Vannacci Conte Salvini Prove di iperpartito
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Si allunga come le sue unghie e anche il cognome adesso si estende in Melonesky, si colora di giallo indelebile, ucraino, perché, dice Meloni al Senato, difendendo Zelensky, “nessuno mi convincerà che la resa di chi difende la propria libertà possa chiamarsi pace” e “personalmente non rimpiango i carri armati russi che repressero le rivolte di Praga e Budapest, non rimpiango il muro di Berlino”. Non c’è spazio per Vannacci, mai più, e il rivale, diurno, è Giuseppe Conte, che con la nuova legge elettorale non sarebbe “diventato presidente del Consiglio”, mentre la scelta di Trump sul gasolio russo “è una scelta che considero rischiosa”.... 🔗 Leggi su Ilfoglio.it
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La Russa, duro attacco a Vannacci: È nato grazie a Salvini e poi lo ha tradito
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