Milano il processo ai torturatori fascisti della banda Koch I testimoni | Le costole rotte per le cadute dall’alto
A Milano è in corso il processo contro gli imputati accusati di torture nella banda Koch. In aula, i testimoni hanno riferito le violenze subite da un vigile urbano: secondo le loro deposizioni, gli furono rotte otto costole sollevandolo e lasciandolo cadere pesantemente a terra. L’uomo ricevette anche colpi molto forti al viso, che gli provocarono una menomazione permanente alla bocca. Le testimonianze descrivono le modalità delle percosse contestate nel procedimento.
Al vigile urbano Mario Luraschi «furono rotte otto costole, col sistema di sollevare il corpo per poi lasciarlo cadere di peso al suolo. Ricevette anche colpi violentissimi al viso, donde una menomazione permanente alla bocca. Si esprime infatti con difficoltà». È ancora straziante, pur se sono passati ottant’anni, rileggere le cronache delle torture della banda Koch. Le udienze davanti alla Corte d’Assise di Milano iniziarono nel 1946, con i torturatori fascisti stipati in un gabbione e il pubblico ad assistere, una scena che Walter Molino dipinse per la copertina della Domenica del Corriere del 7 luglio di quell’anno. I cronisti del giornale raccontavano le udienze: «Il teste Crespi, sollevato in aria e lasciato cadere di peso su uno sgabello, lo ruppe col suo corpo». 🔗 Leggi su Milano.corriere.it
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