Dogaia inferno dietro le sbarre Stupri di gruppo cellulari e la droga catapultata dai droni
Nel carcere descritto nel testo si sarebbero verificati stupri di gruppo, omicidi, estorsioni, aggressioni e minacce. Droga e telefoni sarebbero entrati in grandi quantità, anche tramite droni e palloni da calcio.
Omicidi, estorsioni, aggressioni, minacce e violenze sessuali. E ancora. Droga e telefoni che entrano a fiumi (con droni, nei palloni da calcio, lanciati con fionde, nascosti fra ragù e formaggio), anche nella sezione di massima sicurezza, quella, per intendersi, dove sono detenuti collaboratori di giustizia e condannati per mafia, senza che nessuno se ne accorga. Benvenuti nell’inferno del carcere della Dogaia di Prato nell’occhio del ciclone della procura in seguito ai numerosi episodi violenti consumati al suo interno e che hanno portato alla luce un sistema di " criminalità pulviscolare ", come l’ha definito il procuratore Luca Tescaroli. Si aggiunge poi il sospetto di assenteismo diffuso fra una quindicina di agenti della penitenziaria che presenterebbero di continuo certificati per giustificare l’assenza dal lavoro. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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