Nuovo studio sul disastro del Vajont la frana fu doppia | La base d’argilla e la roccia spinta colossale sull’acqua

Notizia in breve

Uno studio recente sul disastro del Vajont evidenzia che la frana fu doppia, coinvolgendo sia la base d’argilla sia la roccia superiore. La massa di rocce si mosse con una spinta colossale contro il bacino idrico, contribuendo al crollo. A oltre sessant’anni dall’incidente, la ricerca scientifica prosegue analizzando la dinamica del movimento di terra per comprendere meglio le cause dell’evento.

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La memoria del Vajont passa anche per la ricerca scientifica che, a distanza di oltre sessant’anni, continua a interrogare la montagna per restituire un quadro sempre più nitido di una tragedia incancellabile. La sera del 7 ottobre alle 18.30, al Centro visite di Erto e Casso, si terrà l’incontro «Vajont: un puzzle incompleto. Sguardi tra storia, tecnica e scienza». Un appuntamento inserito nelle celebrazioni di ottobre, sullo sfondo delle polemiche di questi giorni a Longarone sulla nuova centralina idroelettrica e sui canoni idrici. «Dopo anni di rilievi condotti dall’Ogs (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste) insieme all’Università di Parma, d’inverno e d’estate, è giusto spiegare le novità» dice il sindaco Antonio Carrara. 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it

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Disastro del Vajont: la frana e londa che distrussero Longarone | Episodio 4

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