Nulla garantisce che gli astenuti tornino a votare una sinistra che parla chiaro Ma l’alternativa è già nota
Gli astenuti non sono certi di tornare a votare per una sinistra più chiara, ma l’alternativa rimane nota. La serata elettorale si ripete: lo spoglio, le prime proiezioni, il cambio di canale tra programmi televisivi, qualcuno che annuncia di ripartire dopo una sconfitta. La scena si svolge senza novità rispetto alle precedenti occasioni, con i media che seguono lo stesso copione e i commentatori che analizzano gli esiti.
La serata la conosciamo a memoria. Lo spoglio, le prime proiezioni, il telecomando che salta da una maratona all’altra, qualcuno in tv che promette di ripartire dalla sconfitta. Poi il lunedì, Meloni fa il suo video per i social come al solito efficace, La Russa, Donzelli e tutta la destra applaudono. Fra un anno, forse sette mesi, si vota e questo scenario è già in cottura. Elly Schlein e Giuseppe Conte si litigano il posto di capotavola di una coalizione che deve ancora decidere che menù offrire. Il presidente dei Cinque Stelle, ammesso e non concesso che non voglia giocare la partita da solo, ha avvertito gli alleati: a un progetto “annacquato”, scritto per non scontentare banche, industria delle armi e Israele, lui non si presterà. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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