Gioca a calcetto in malattia licenziato ma il giudice gli dà ragione | risarcimento da 72mila euro
Un lavoratore affetto da sclerosi multipla è stato licenziato dopo aver partecipato a partite di calcetto durante un periodo di malattia. Il giudice ha stabilito che l’attività sportiva non costituisce motivo di licenziamento e ha condannato l’azienda al pagamento di circa 72mila euro di risarcimento. La sentenza conferma che praticare sport non è incompatibile con la condizione di salute del lavoratore.
Un lavoratore malato di sclerosi multipla è stato licenziato dopo aver giocato alcune partite di calcetto. Il Tribunale gli ha dato ragione: attività sportiva e malattia non sono incompatibili. L'azienda dovrà corrispondergli un risarcimento di 72mila euro. 🔗 Leggi su Fanpage.it
È in malattia, ma il capo lo trova a giocare a calcetto: licenziato. Il tribunale gli dà ragione
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Temi più discussi: Bergamo, va a giocare a calcetto in malattia e viene licenziato. La giudice: Ha la sclerosi, è lecito. L'azienda lo risarcisca; Bergamo, gioca a calcetto in malattia e viene licenziato: risarcito; Bergamo, in malattia gioca a calcetto e viene licenziato: il giudice dà ragione al lavoratore, risarcimento da 72mila euro; È in malattia e va a giocare a calcetto: licenziato. Ma il tribunale gli dà ragione: perché l'azienda deve risarcirlo.
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Era stato licenziato per giusta causa dopo essere stato visto giocare a calcetto mentre era in malattia. Ora il tribunale ha stabilito che quel comportamento non giustificava il licenziamento. Il caso riguarda un 50enne, dipendente di un’azienda metalmeccanica x.com
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