Km zero la scorciatoia delle immatricolazioni vale ormai un’auto su dieci | il caso Byd
Le immatricolazioni di veicoli con metodo km zero rappresentano ormai circa il 10% del totale. Questa pratica consiste nel registrare un’auto come immatricolata senza che sia stata venduta a un cliente, spesso per incentivare le vendite. Recentemente, è stato evidenziato il caso di una casa automobilistica che ha utilizzato questa strategia, portando a un aumento delle immatricolazioni senza passaggi diretti di proprietà. La tecnica permette di incrementare i numeri di vendita subito, senza che i veicoli siano effettivamente consegnati ai clienti.
C’è un modo molto semplice per far crescere le immatricolazioni di automobili senza aspettare che qualcuno entri effettivamente in concessionaria e poi firmi un contratto: autoimmatricolarle. Lo fanno i costruttori e lo fanno i rivenditori, per alimentare il parco demo, i veicoli aziendali o quelli destinati alla stampa, ma anche per raggiungere obiettivi di vendita mensili figurativi, che però diventano poi effettivi successivamente, con la formula di vetture disponibili al pubblico a "km zero". È una pratica consolidata, ma a fare la differenza sono le dimensioni che assume. Nei primi otto mesi del 2026 in Italia, secondo i numeri degli esperti dell’agenzia Dataforce, 124. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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