Un dolore da trasformare in memoria
Un uomo di 40 anni è deceduto. La notizia, senza dettagli, riguarda una perdita improvvisa. L’individuo lavorava in redazione, dove era conosciuto come una persona gentile, dolce e intelligente. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto tra colleghi e amici. La causa del decesso non è ancora nota. La notizia viene diffusa senza ulteriori spiegazioni o dettagli sulle circostanze.
Andrea Tempestini se n’è andato a quarant’anni. Questa notizia, così scarna, pesa come una pietra. Non spiega nulla ma dice tutto. Dietro questo fatto terribile c’è un uomo che in redazione appariva - ed era - gentile, dolce, intelligente, profondo. Andrea non era solo il vicedirettore di Libero, responsabile della parte online. Era il volto che incontravi per primo varcando la soglia di via dell’Aprica. Quegli occhi grandi, aperti, attenti. Un sorriso. Uno scambio di idee. Qualche nota personale detta a voce bassa, come si fanno le cose vere. Due anni in quella redazione mi sono bastati per capire che non avevi di fronte soltanto un giornalista colto, flessibile, informato e spiritoso. 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

Un evento doloroso sconvolge radicalmente la nostra architettura neurale.
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