Contributi Inps non versati la Cassazione chiarisce cosa rischiano dipendenti e aziende

Notizia in breve

La Cassazione ha stabilito che, nel sistema previdenziale italiano, il datore di lavoro è responsabile del versamento dei contributi all’Inps, mentre il dipendente è beneficiario della tutela previdenziale senza obbligo diretto di pagamento. La sentenza chiarisce che la responsabilità di contribuire ricade esclusivamente sui datori di lavoro, anche in caso di mancato versamento. La legge prevede che i contributi siano versati dall’azienda, mentre il lavoratore non è tenuto a effettuare pagamenti diretti.

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Nel sistema previdenziale italiano l’obbligo di versare i contributi all’Inps grava, in via generale, sul datore di lavoro. Il dipendente, pur essendo il beneficiario della relativa tutela previdenziale, non è quindi il soggetto tenuto materialmente all’ adempimento contributivo. Ma cosa può fare quest’ultimo quando scopre che i contributi dovuti non sono stati versati? E cosa succede se, nel frattempo, è trascorso tanto tempo da rendere prescritto il diritto dell’Inps a recuperare quelle somme? Lo chiarisce la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione con la sentenza 247492026, confermando che il lavoratore non può agire direttamente contro l’ente previdenziale per ottenere la regolarizzazione della propria posizione contributiva. 🔗 Leggi su Quifinanza.it

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