Assenza ingiustificata dal lavoro oltre i 15 giorni scattano le dimissioni per fatti concludenti | ecco come funziona

Notizia in breve

Un dipendente che non si presenta al lavoro per oltre 15 giorni senza comunicare le dimissioni può essere considerato come aver dato le proprie dimissioni per fatti concludenti. Questa procedura si applica in casi di assenza ingiustificata prolungata, senza che siano state inviate le dimissioni formali. La legge stabilisce che, dopo questo periodo, si può considerare conclusa la relazione lavorativa.

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Succede più spesso di quanto si creda: un dipendente decide di licenziarsi ma smette semplicemente di presentarsi al lavoro, senza inviare le dimissioni telematiche. Lo scopo? Costringere l’azienda a licenziarlo per assenza ingiustificata e incassare così la Naspi, l’indennità di disoccupazione che spetta solo a chi perde il posto involontariamente. Per chiudere questo trucco, il legislatore ha introdotto le cosiddette dimissioni per fatti concludenti, con la Legge n. 203 del 2024. La norma stabilisce un principio chiaro: chi abbandona il posto per troppi giorni senza motivo si ritiene che abbia dato le dimissioni di sua volontà. Niente licenziamento forzato, niente disoccupazione e nessuna tassa di recesso per l’azienda. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

assenza ingiustificata dal lavoro oltre i 15 giorni scattano le dimissioni per fatti concludenti ecco come funziona
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