Opponiamoci tutti | dai moduli ai social la rete di camici rossi per svuotare i Cpr
La procura di Ravenna ha notificato 23 avvisi di garanzia a medici coinvolti nell’inchiesta sui falsi certificati rilasciati a stranieri. L’indagine si sta espandendo su tutto il territorio nazionale. Nel frattempo, sui social e tra i professionisti si moltiplicano appelli a opporsi collettivamente, anche attraverso moduli e iniziative online, per denunciare e contrastare pratiche illecite legate ai centri di detenzione.
La Procura di Ravenna fa perquisire 23 medici nell’inchiesta sui falsi certificati agli stranieri. Che ora si allarga a tutta l’Italia. «Dobbiamo opporci tutti». Non è lo slogan stampato su uno striscione davanti a un Centro di permanenza per i rimpatri. È uno dei messaggi che dalle chat da centro sociale nelle quali gli infettivologi finiti nell’inchiesta della Procura di Ravenna si confrontavano è finito nel decreto di perquisizione per i 23 camici bianchi no Cpr perquisiti l’altro giorno. E le tristi ingiustizie citate, secondo chi indaga, sarebbero i trattenimenti nei Cpr. In uno scambio di email tra i medici delle Malattie infettive di Ravenna, infatti, era emersa anche la finalità: «Accordarsi al fine di respingere a priori e senza motivazione alcuna le richieste di valutazione d’idoneità» ai Cpr. 🔗 Leggi su Laverita.info

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