Federalismo a targhe alterne dai Cpr ai limiti di velocità in città | in campagna elettorale tutto fa brodo
Durante un evento nel 2026, un rappresentante di un partito di centrodestra ha affermato che i nuovi Centri di permanenza per i rimpatri saranno realizzati anche in regioni che si oppongono, nonostante le resistenze locali. Questa dichiarazione si inserisce in un quadro di promesse elettorali che cambiano a seconda delle regioni coinvolte. In passato, si sono alternati interventi su temi come il federalismo e i limiti di velocitĂ in ambito urbano, spesso legati alle campagne elettorali.
Il federalismo è una merce stagionale: si espone in campagna elettorale e si ritira dallo scaffale il giorno in cui una regione dice no. Alla Versiliana, il 21 agosto 2026, Giovanni Donzelli (FdI) ha annunciato che i nuovi Centri di permanenza per i rimpatr i si faranno «anche dove le regioni non vogliono». Poi la chiosa: «Li faremo anche in Toscana, sì». Il giorno dopo Eugenio Giani, presidente della Toscana, ha ripetuto che i Cpr sono «luoghi di detenzione impropria» e ha confermato l’opposizione al primo centro toscano, ipotizzato ad Aulla, in Lunigiana. Sulla carta ha ragione lui. Peccato che la carta qui non pesi niente. La norma è il decreto-legge 13 del 2017 del governo Gentiloni: l’articolo 19 affida al ministro dell’Interno l’ampliamento della rete e prevede che i nuovi siti si scelgano “sentito il presidente della regione”. 🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it

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