Sul sistema di camici rossi che protegge i clandestini aveva ragione Il Tempo
Un’indagine della procura di Ravenna aveva rivelato un sistema di assistenza ai migranti clandestini, spesso gestito da operatori sanitari e associazioni. La notizia era stata inizialmente riportata da un quotidiano locale, che aveva sottolineato come questa rete operasse in modo parallelo alle autorità ufficiali. La scoperta ha evidenziato pratiche di sostegno non ufficiali, con alcune figure coinvolte che fornivano assistenza senza autorizzazione. La vicenda ha suscitato attenzione sulla gestione di servizi di supporto ai migranti irregolari.
Noi de Il Tempo ve lo avevamo raccontato. Per primi. Nel silenzio roboante dei giornali pettinati dell'universo progressista. Perché quella inchiesta della procura di Ravenna aveva suscitato, da subito, il nostro interesse. E così abbiamo approfondito, attraverso le nostre fonti e abbiamo capito che, oltre al fumo, vi era la concreta possibilità vi fosse una gigantesca quantità di arrosto. Ieri quell'ipotesi si è concretizzata, con nuovi controlli in nove province, tra le quali Bologna e Rimini. I medici della vergogna esistevano eccome. Era febbraio, i termosifoni erano ancora accesi e le sciarpe indispensabili per passeggiare in città quando giunse, in tutte le redazioni d'Italia, una notizia sconvolgente: dopo le toghe rosse, il nostro Paese poteva «vantare» anche i camici rossi. 🔗 Leggi su Iltempo.it

Notizie e thread social correlati
L’armata dei medici «No-CPR» che tifano per i clandestini (e chi li protegge, da George Soros al PD)Un’inchiesta a Ravenna ha portato alla luce una rete nazionale di medici che rilasciano certificati falsi per favorire i migranti clandestini.
Leggi anche: Aveva ragione Il Tempo: Conte messo alle strette verso le dimissioni dalla Commissione Covid
Argomenti più discussi: Camici bianchi in piazza: l'Umbria contro le Case di Comunità calate dall'alto; Nasi finti, barbe e camici da lavoro per svaligiare le Poste: incastrati i rapinatori mascherati di Roma (video); Trentino. La rivolta dei camici: Basta scaricabarile, così non si può più lavorare; La manifestazione dei medici in piazza Duca D'Aosta.
Trascorsa più di una settimana dal fattaccio lui prova ancora una forte emoziona nel rivedere sul telefonino quelle immagini, registrate dal sistema di videosorveglianza. Matteo Fiori originario di Osilo è proprietario del ristorante BeFree di Olbia, vicino alla chie facebook