Andrea Poggio l’intervista al musicista | La musica mi tradisce praticamente ogni giorno
Il musicista ha dichiarato che la musica lo tradisce quasi ogni giorno, sottolineando le difficoltà nel suo rapporto con l’arte. Non sembra interessato a diventare un personaggio pubblico, preferendo mantenere un profilo basso. Questa posizione si riflette nelle sue parole, che evidenziano una relazione complessa con il suo mestiere. Poggio ha spiegato di affrontare quotidianamente sfide legate alla creazione musicale, senza però cercare di ottenere riconoscimenti o visibilità.
Andrea Poggio ha qualcosa di difficilmente conciliabile con il tempo in cui gli è capitato di fare musica: non sembra particolarmente interessato a trasformarsi in personaggio. E in un’epoca nella quale all’artista viene chiesto di essere contemporaneamente autore, interprete, ufficio stampa, produttore di contenuti e racconto permanente di se stesso, è già una posizione. Forse persino una forma di resistenza. Classe 1982, alessandrino, Andrea Poggio arriva da un percorso che non ha mai seguito una linea perfettamente diritta. Prima i Green Like July, tre dischi e una scrittura ancora legata all’inglese e a una certa tradizione americana; poi il passaggio all’italiano e l’inizio del percorso a suo nome, con Controluce e Il futuro. 🔗 Leggi su Virgilio.it

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